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Augusta, ex Ss 114 a Punta Cugno sempre chiusa dopo uno smottamento. E tutto tace

A riaccendere di nuovo i riflettori sulla vicenda, promettendo di non spegnerli  fino a  quando non sarà di nuovo riaperta la strada, è il presidente dell'associazione filantropica "Umberto I" Di Franco

Rimane ancora chiuso, da 5 anni,  il tratto della ex Ss 114, nella zona industriale  di Punta Cugno. E tutto tace. A riaccendere di nuovo i riflettori sulla vicenda, promettendo di non spegnerli  fino a quando non sarà di nuovo riaperta e fruibile per tutti la strada, è il presidente dell’associazione filantropica “Umberto I”, Mimmo Di Franco  che già due anni fa aveva segnalato la questione più volte anche con un poster pubblicitario stradale  6×3 all’ingresso della città, affinché tutti  conoscessero la situazione del blocco dell’ ex Ss 114 corsia di Siracusa-Augusta, di proprietà del Consorzio comunale di Siracusa.

“Malgrado la presenza di un commissario e dei dirigenti, nei vari settori, nessuno risponde dei disagi, creati ai cittadini. –dice- Dopo aver segnalato il blocco della corsia in direzione Augusta, il 14 maggio del 2022, sulla mia pagina social, l’onorevole Carta se ne occupò, tempestivamente, facendo una interrogazione urgente al presidente della Regione, Schifani ed all’assessore regionale alle infrastrutture. Finalmente, dopo sei mesi dall’interrogazione e pressioni telefoniche, una commissione del Genio civile fece un sopralluogo, dopo 6 mesi, evidenziando delle criticità di scivolamento della sede stradale. Considerato che anche altri deputati della maggioranza se ne sono occupati, si vorrebbe sapere, visto che sono trascorsi quasi altri due anni dall’ interrogazione urgente, se c’è la disponibilità finanziaria, un progetto esecutivo, se sono stati fatti passi in avanti e quale siano le previsioni per l’apertura della strada considerata via di fuga  A tutt’oggi  nessuna risposta è stata data ai cittadini”.

Di Franco ricorda che siamo in una zona industriale tra le più grandi in Europa e ad alto rischio sismico, che la chiusura della strada è iniziata cinque anni orsono, tranne un intervallo di qualche mese perché riparata non a dovere e che il porto di Augusta, tra i primi in Italia, per funzionare deve essere anche  collegato con strade efficienti, visto che è anche  un hub per containers.

“Molti lavoratori della zona industriale e i pendolari che lavorano a Siracusa percorrono quel tratto tutti i giorni, con spreco di carburante, tempo e stress. Infine, non secondario, – aggiunge- la deviazione comporta l’attraversamento obliquo, molto pericoloso, della ex Ss 114 corsia opposta, Augusta Siracusa, per immettersi sulla Ss 193 con rischio molto elevato di collisione. L’altra alternativa è la vecchia strada Augusta Siracusa, degli anni 60, molto tortuosa, dissestata e con la vegetazione sulle corsie”.

È “vergognoso” che si pensa al Ponte sullo stretto di Messina, forse utile, ma non di primaria importanza, considerato che ci sono strade di comunicazioni vecchie, che siamo senz’acqua in Sicilia e con una sanità non a livello ottimale, secondo Di Franco che ha inviato e-mail e pec a tutte le istituzioni competenti regionali ed alla segreteria del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini senza, per il momento, aver ricevuto risposta.

“Più sconcertante che le industrie, i sindacati, la Port autority, operatori portuali, le opposizioni politiche non facciano pressione per la soluzione di quest’annoso problema. Tutti i politici in bella mostra, con foto e articoli di stampa, quando si deliberano finanziamenti. Silenzio assoluto, su una richiesta legittima da anni, quando non si sa da dove iniziare” – conclude.

 


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