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“Una luce per Augusta”: flash mob la notte del Giovedì santo

Da un’idea della Società augustana di Storia patria che propone agli augustani di  esporre un lumino acceso sui balconi e sui davanzali per far luce

Una luce per Augusta. “Per illuminare le nostre strade deserte e silenziose, simbolo dello smarrimento dell’umanità in un particolare momento triste della nostra storia”. È il tema del flash-mob in programma dopodomani sera, alle 21, della notte  del “giovedi’ santo” ideato dalla Società augustana di Storia patria che propone di  esporre un lumino acceso sui balconi e sui davanzali delle nostre finestre.

Un lumino condiviso da laici e credenti –dice Giuseppe Carrabino, presidente dell’associazione – per onorare la tradizione e il ricordo dei nostri cari che vegliano dal cielo; un segno tangibile della nostra condivisione con quanti soffrono nella malattia, nella solitudine e nel lutto; un segno  della nostra condivisione con quanti sono in prima linea: medici, operatori sanitari, volontari, forze dell’ ordine, amministratori chiamati oggi più che mai a scelte difficili per la nostra sicurezza. Così, la tradizione della notte del giovedì santo, arricchita di nuovi significati e da una corale coesione sociale, vivrà nel ricordo delle nuove generazioni come la notte della solidarietà e condivisione”.

Nei giorni scorsi la Società augustana di Storia patria,  insieme ad altre realtà civiche ed ecclesiali  della città, ha chiesto ed ottenuto una specifica autorizzazione per consentire  che si potesse svolgere, con tutte le misure di sicurezza del caso,  il secolare rito  della “cerca” del figlio da parte della Madre  addolorata, che si compie con l’esecuzione di una triste melodia intonata da una tromba e da un tamburo. “Tra le motivazioni che hanno permesso il rilascio delle autorizzazioni, la certezza che il rituale – aggiunge Carrabino- è una tradizione che varca i confini del sacro divenendo un momento di grande aggregazione cittadina attorno ad un “segno” che è, nel contempo, ricordo di dolore e speranza. In questo segno della “cerca” in passato la pietà popolare immaginava di ascoltare il lamento della Vergine Addolorata che percorreva le strade di Augusta alla ricerca del figliolo. I lamenti della Vergine si potevano ascoltare nel quartiere del Calvario fino ai Forni, dove è ubicata la chiesa di San Francesco di Paola e dove è particolarmente venerata la Vergine Addolorata. È questo il motivo che suggeriva al nostro popolo di porre un lumino acceso sui davanzali delle finestre delle proprie case per illuminare il cammino della Madre di Gesù e aiutarla nella sua dolorosa ricerca”.

La notizia che la “tromba” del giovedì santo percorrerà ugualmente le strade della nostra Augusta ha riscosso unanime approvazione sia in ambienti ecclesiali e ancor di più in ambito civico e giovanile in particolare. “In poco meno di due giorni oltre quattromilaquattrocento like e poco meno di mille commenti. Il filo conduttore di tutti i commenti è il significato che la tradizione assumerà in questa surreale Settimana santa” – conclude Carrabino che  invita la città a farsi interprete dell’invito di “accendere il lumino della memoria per far luce sulla nostra Augusta”.


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