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Un Hotspot nel porto di Augusta: interrogazione da parte del Vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio

Luigi Di Maio , Deputato del M5S e Vicepresidente della Camera ha presentato un interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Interno e al Ministro dei Trasporti e infrastrutture in merito alla prevista costruzione dell’HotSpot all’interno del Porto Commerciale.

La decisione di costruire un Hotspot all’interno del porto commerciale megarese – afferma il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro – vedrebbe fortemente ridimensionate le prospettive di sviluppo economico oltre a non garantire i livelli di sicurezza necessari, a maggior ragione tale decisione pare ancor più incomprensibile a seguito della conferma di Augusta come sede di Autorità di Sistema portuale per la Sicilia orientale”.

Nella sua interrogazione, Di Maio partendo dal 2 novembre scorso, quando è stato pubblicato sul sito internet del Ministero dell’interno il “Bando di gara per l’affidamento in 2 lotti per le strutture di attendamento per l’accoglienza dei migranti presso i porti di Taranto e Augusta“. Più precisamente, si tratterebbe di un bando di forniture emanato dal dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione concernente la “Procedura aperta ex articolo 55, comma 5, del decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 per l’affidamento in 2 lotti della Fornitura e posa in opera, comprensiva di trasporto, installazione, montaggio e manutenzione di strutture di attendamento per accoglienza dei migranti presso il Porto di Taranto (lotto n. 1) e il Porto Commerciale di Augusta (lotto n. 2)“.

Secondo quanto appreso dal vice presidente della Camera dei Deputati, il Ministero dell’interno starebbe provvedendo a individuare e attrezzare, in conformità a quanto stabilito dalla cosiddetta “agenda Juncker” in materia di immigrazione, le aree per la collocazione dei punti di sbarco e identificazione dei migranti, cosiddetti hot spot; tuttavia, al Di Maio risulta che tale bando sia stato emanato “senza che l’autorità portuali di Augusta abbiano concesso la preventiva e necessaria autorizzazione alla realizzazione delle predette strutture; occorre peraltro considerare che le medesime aree sarebbero interessate da concessioni a soggetti privati che non risulterebbero, al momento, essere state revocate. Inoltre, non potrebbero essere avviati i cantieri previsti per i prossimi mesi per la realizzazione di progetti già appaltati e finanziati, con la conseguente perdita di finanziamenti già previsti; in aggiunta si porrebbe in palese violazione degli articoli 4, 6 e 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84“.

In particolare, a detta del deputato pentastellato, si configurerebbe una violazione dell’articolo 4 laddove vengono classificati i porti e definite le relative funzioni; laddove si prevede che uno dei compiti dell’autorità portuale sia “l’affidamento e il controllo delle attività dirette alla fornitura a titolo oneroso agli utenti portuali di servizi di interesse generale, non coincidenti, né strettamente connessi alle operazioni portuali di cui all’articolo 16, comma 1, individuati con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione, da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge“.

Non risulta che tale procedura sia stata ottemperata – afferma Di Maio nella sua interrogazione – inoltre risulterebbe non solo la mancanza di un qualsiasi provvedimento di concessione o affidamento da parte dell’autorità portuale di Augusta per l’utilizzo dell’area interessata dal bando di gara, ma addirittura vi sia stato un parere contrario del comitato portuale dell’autorità alla realizzazione del cosiddetto hot spot all’interno dell’area portuale; Si agirà in ogni sede nazionale e sovranazionale al fine di ripristinare la legalità e evitare la costruzione di questo hot spot che da un lato minaccerebbe la sicurezza della cittadinanza e, dall’altro, frustrerebbe ogni opportunità di sviluppo economico-commerciale della città legata ad un porto già classificato come core, nonché recentemente individuato come sede di autorità di sistema portuale”

Per tutti questi motivi il vice presidente della Camera dei Deputati chiede al Ministro dell’Interno se “abbia chiesto l’autorizzazione dell’autorità portuale di Augusta e, in caso positivo, se l’abbia ottenuta prima dell’emissione del citato bando; qualora tale autorizzazione non sia stata richiesta, non sia stata concessa o sia stata negata, se il Ministro dell’interno non ritenga di dover agire in autotutela sospendendo qualsiasi procedura e verificando la possibilità di ritiro del bando, in tal caso evidentemente viziato. Inoltre si chiede se il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti abbia autorizzato l’installazione di tale hot spot; qualora l’abbia fatto per quale ragione abbia concesso il suo assenso; qualora non l’abbia fatto, se non intenda adottare iniziative anche nei rapporti con il Ministero dell’interno, a tutela delle proprie competenze.”


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