In tendenza

Trapianto di posidonia alla rada di Augusta nel documentario dell’Ispra e nel progetto “Life seposso”

Nel 2014 in un tratto del fondale nel seno di Priolo, dove prima c’era la pianta acquatica,  sono stati fissati più di 60 mila fasci di fogliame con l’utilizzo di supporti in bioplastica

C’è anche un tratto dei fondali della rada di Augusta, nel seno di Priolo, tra 4 i luoghi scelti dall’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, per effettuare, nel 2014 un trapianto di posidonia  e ripristinare la prateria sottomarina danneggiata. Utilizzando dei supporti  in bioplastica sono stati fissati più di 60 mila fasci di fogliame prelevato da una prateria delle vicinanze per provare a fare rinascere le distese di piante acquatiche di cui Augusta è molto ricca soprattutto lungo la costa di Brucoli e nel golfo Xiphonio. Anche di questo si parla nel documentario dal titolo “Posidonia oceanica, prendiamocene cura” che racconta il progetto europeo “Life seposso”, coordinato dall’ Ispra, realizzato per la prima volta in Italia e nel Mediterraneo consistito in un monitoraggio nazionale delle attività di trapianto eseguite negli ultimi 20 anni.

Oltre ad Augusta- Priolo gli altri tre trapianti sono stati effettuati a Santa Marinella (Lazio), a Ischia (Campania)  e a Piombino (Toscana), i trapianti si effettuano quando le praterie subiscono danni a causa di opere e infrastrutture costiere realizzate dall’uomo, come la costruzione o l’ampliamento di porti turistici e commerciali, la messa in posa di opere di difesa costiera o l’installazione di elettrodotti e gasdotti sottomarini. Anche altre attività dell’uomo possono danneggiare la prateria, come la pesca a strascico illegale e gli ancoraggi delle imbarcazioni da diporto e delle grandi navi commerciali. “Grazie al progetto “Life seposso” – si legge in un comunicato- oggi sappiamo cosa fare per rendere i trapianti più efficaci di prima e quale processo adottare per ottenere i risultati migliori. Si calcola che erosione costiera, cambiamenti climatici e attività dell’uomo abbiano portato ad una diminuzione del 34% della Posidonia oceanica nel Mediterraneo negli ultimi 50 anni. Spesso confusa con un’alga, Posidonia è una pianta marina protetta in grado di produrre grandi quantità di ossigeno e di intrappolare l’anidride carbonica. Dove Posidonia è in buona salute anche il mare e i suoi ecosistemi lo sono”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo