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Stop al deposito di rifiuti speciali e pericolosi nel porto. Il sindaco Di Mare: “bene, ma confermato il ricorso al Tar”. Esulta anche Salvare Augusta: “primo risultato importante”

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Dopo mesi di mobilitazione, ricorsi e proteste, arriva una prima vittoria per la città di Augusta e per i suoi cittadini. Con il D.D.G. n. 1375 del 1° ottobre 2025, il Dirigente Generale dell’Assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità – Dipartimento Acqua e Rifiuti – ha disposto l’annullamento d’ufficio del decreto (D.D.G. n. 825 del 12 giugno 2025) che autorizzava la ditta Hub Cem Augusta s.p.a. a realizzare un impianto di stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi all’interno del porto commerciale della città.

Il decreto del 12 giugno aveva dato il via libera a numeri significativi: potenzialità annua rifiuti non pericolosi: 500.000 tonnellate; stoccaggio in contemporanea di rifiuti non pericolosi: 3.525 tonnellate; potenzialità annua rifiuti pericolosi: 9.000 tonnellate; stoccaggio in contemporanea di rifiuti pericolosi: 60 tonnellate.

“Prendiamo atto con soddisfazione che ieri l’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità ha accolto la nostra istanza disponendo l’annullamento d’ufficio del decreto autorizzativo che lo scorso 12 giugno aveva dato il via libera alla realizzazione di uno stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi nel porto commerciale di Augusta – il commento del sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare – Si tratta di un primo risultato significativo, che riconosce la fondatezza delle nostre osservazioni e quelle avanzate dal coordinamento cittadino, dalle associazioni e dai cittadini che hanno fatto sentire la propria voce. Tuttavia, trattandosi di una sospensione momentanea, il Comune di Augusta conferma la prosecuzione del ricorso al Tar, convinti che soltanto un atto definitivo di diniego potrà garantire la piena tutela del nostro territorio, della salute dei cittadini e dell’ambiente. Ribadiamo la nostra contrarietà all’insediamento di impianti di trattamento e stoccaggio di rifiuti in un’area già esposta a criticità ambientali e industriali e continueremo a vigilare, con determinazione, affinché non vengano scaricati sulla nostra comunità ulteriori rischi e impatti inaccettabili”.

Sin da subito il coordinamento Salvare Augusta, con una nota ufficiale del 30 luglio 2025, aveva chiesto la revoca del provvedimento, denunciandone la criticità. Tra le principali ragioni evidenziate: l’eccessiva vicinanza dell’impianto al centro urbano (circa 600 metri); la mancanza della Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), necessaria per la vicinanza alla ZSC-ZPS delle Saline di Augusta (a soli 300 metri); l’assenza dei pareri obbligatori della Soprintendenza, di ARPA e di ASP; l’inopportunità di collocare un simile impianto in una zona portuale ad alta densità di traffico e già segnata da incidenti e incendi, come quello che ha colpito recentemente il deposito rifiuti Ecomac.

A queste posizioni si erano aggiunti il ricorso al Tar presentato dal Comune di Augusta, diverse prese di posizione politiche, interpellanze parlamentari, articoli di stampa e manifestazioni di cittadini. Il provvedimento di revoca si fonda in particolare sulla carenza istruttoria, legata all’assenza della VIncA di competenza del Comune di Augusta e al mancato parere della Soprintendenza ai Beni Culturali di Siracusa. La Regione, pertanto, ha disposto l’annullamento d’ufficio, accogliendo le richieste di sospensione.

“Il provvedimento di revoca non fa cenno a tutte le questioni attinenti al rischio e alla sicurezza che avevamo segnalato. Ciononostante, e benché citi solo quella del Comune, accoglie la richiesta di revoca riconoscendone le ragioni – si legge in una nota di Salvare Augusta -. È un primo importante risultato: con il rispetto delle norme si fa un passo avanti verso una maggiore tutela della popolazione di Augusta, di quella dei comuni della zona industriale e dell’ambiente tutto. Occorre però restare sempre vigili per evitare che altri insopportabili rischi e impatti vengano scaricati sul nostro territorio e sui cittadini”.