Augusta continua a essere uno snodo strategico nel Mediterraneo per l’energia e la raffinazione. A dirlo è Rosario Pistorio, amministratore delegato di Sonatrach Raffineria Italiana, che in un’intervista ha tracciato il bilancio degli ultimi sette anni e delineato le prospettive future dello stabilimento megarese.
Il recente rinnovo del consiglio di amministrazione ha confermato Pistorio nel ruolo di Ad. “Dal 2018 abbiamo costruito una realtà sempre più autonoma e radicata sul territorio – ha spiegato –. Oggi contiamo circa 760 dipendenti e negli ultimi anni abbiamo assunto oltre 340 persone, tra turnover e nuove funzioni interne”.
Con il cambio di controllo avvenuto nel dicembre 2018, Sonatrach ha avviato un percorso di riorganizzazione profonda. Servizi prima delocalizzati sono stati riportati in Italia, con la creazione di reparti finanziari e amministrativi interni. «Abbiamo puntato su competenze locali, anche su giovani rientrati da altre città. L’obiettivo è stato creare una “stand alone company” solida e strutturata».
Lo stabilimento di Augusta continua a servire mercati italiani ed esteri, con una quota export significativa. “La posizione geografica della Sicilia è un vantaggio competitivo – ha sottolineato Pistorio –. Siamo al centro degli scambi nel Mediterraneo e dialoghiamo con mercati emergenti, in particolare con l’Algeria”.
La raffineria mantiene inoltre una peculiarità produttiva: è tra le poche in Italia a realizzare basi per oli lubrificanti e paraffine, prodotti destinati a nicchie di mercato ad alto valore aggiunto.
Tra le principali sfide per il prossimo decennio figurano sostenibilità ambientale e competitività energetica. “Gli investimenti in sicurezza, salute e tutela dell’ambiente restano centrali – ha evidenziato l’Ad –. Allo stesso tempo, il costo dell’energia e il sistema europeo di tassazione della CO₂ rappresentano fattori che incidono in modo significativo sulla competitività”.
Un tema che riguarda l’intero comparto energivoro europeo e che, secondo Pistorio, richiede un approccio che favorisca il reinvestimento sul territorio delle risorse destinate alla transizione. Augusta, dunque, resta un tassello fondamentale del polo industriale siracusano. “Le competenze sviluppate in decenni di storia industriale sono un patrimonio da valorizzare – ha concluso –. La chiave è fare sistema tra imprese, istituzioni e parti sociali, per affrontare insieme le trasformazioni in atto”.
