Scoperto ad Augusta un supermarket con 9 persone in nero: 2 intascavano il reddito di cittadinanza

Impiegati in nero 9 dei 10 lavoratori presenti e fatto emergere la percezione, da parte di 2, del reddito di cittadinanza. I due successivamente sono stati segnalati all’Inps per la decadenza/revoca del beneficio

Prosegue senza sosta l’attività della Guardia di Finanza di Siracusa, a contrasto delle diverse forme di lavoro irregolare o “in nero”. I militari della Compagnia di Augusta, a seguito di una mirata attività informativa, hanno individuato un supermercato che, per l’esercizio della propria attività commerciale, impiegava nove persone in nero, due dei quali percettori di reddito di cittadinanza.

A offrire a questi ultimi un’occupazione, nonostante fossero beneficiari del sussidio, è stato il titolare dell’esercizio commerciale al quale sono stati mossi rilievi di natura amministrativa che prevedono la procedura di irrogazione della cosiddetta “maxi-sanzione”. Le prime fasi di accesso hanno permesso di sorprendere i lavoratori intenti a svolgere le rispettive mansioni, ognuno di essi con indosso i rispettivi abiti da lavoro.

I successivi approfondimenti dei dati riscontrati con quelli contenuti nelle banche dati in uso al corpo hanno conclamato l’impiego in nero per nove dei dieci lavoratori presenti e fatto emergere la percezione, da parte di due soggetti, del reddito di cittadinanza che, come disposto dalla vigente normativa e, successivamente sono stati segnalati all’Inps per la decadenza/revoca del beneficio e alla locale Autorità Giudiziaria.

La decadenza ricorre allorquando uno dei componenti del nucleo familiare viene trovato a svolgere “in nero” un’attività di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa senza la preventiva comunicazione obbligatoria on line ai servizi per l’impiego; un’attività di impresa o di lavoro autonomo, senza la comunicazione di inizio di attività all’INPS, da effettuare entro trenta giorni dall’inizio della stessa.

La revoca ricorre invece, con efficacia retroattiva, qualora al termine del processo penale, sia stata accertata la responsabilità del trasgressore, oltre alla condanna definitiva ne sussiste una accessoria che comporta la restituzione di quanto indebitamente percepito; l’Inps abbia accertato la non veridicità della documentazione e delle informazioni prodotte a corredo dell’istanza o l’omessa comunicazione successiva delle variazioni patrimoniali o riferite ai componenti del nucleo familiare.

Con questa attività, le fiamme gialle megaresi, confermano la loro pressante attenzione nella lotta all’illegalità e all’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese e dei professionisti che operano nella piena e completa osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi svolge attività al di fuori della legalità.


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