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Presidenza Autorità portuale, i sindaci di Augusta, Priolo e Melilli, Assoporto e Unionports scrivono a Giovannini e Musumeci

In una lettera aperta i cinque sottolineano che “serve un manager, non un burocrate né tanto meno un militare”

“Alla presidenza dell’Autorità portuale del Mare di Sicilia orientale vogliamo un manager. Occorre una persona capace di avere una visone di sviluppo che riesca a progettare per i prossimi vent’anni, che abbia dato prova di sé nel suo trascorso di vita”. A scriverlo chiaramente in una lettera aperta congiunta indirizzata al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini e al presidente della Regione Nello Musumeci sono la presidente di Assoporto Augusta, Marina Noè, i sindaci di Augusta, Giuseppe Di Mare, di Priolo, Pippo Gianni e di Melilli Giuseppe Carta e il presidente di Unionports maritime cluster Davide Fazio che riaccendono i riflettori sulla presidenza dell’Autorità di sistema del mare di Sicilia orientale, già da mesi al centro di polemiche per le ipotesi di nomina dell’attuale commissario Alberto Chiovelli, che non erano per niente piaciute ai sindaci del triangolo industriale ed agli operatori portuali megaresi e che si sono rinfocolate negli ultimi giorni dopo un’altra ipotesi di nomina a presidente dell’attuale segretario generale Attilio Montalto.

“Abbiamo atteso in silenzio l’evolversi della situazione sin da quando il presidente Musumeci ha espresso il suo primo parere contrario alla nomina del commissario Chiovelli. Posizione che – aggiungono – abbiamo da subito condiviso proprio in forza della ricerca di un presidente che fosse di alto profilo e in discontinuità con il passato. Ma ora è il tempo di dire la nostra. Non ci serve un burocrate né tanto meno un militare. L’ Autorità di sistema non può essere una mera stazione appaltante di progetti non concertati, ma un vero e proprio volano di sviluppo”.

I tre sindaci e i presidenti degli operatori portuali megaresi si aspettano che il prossimo presidente e anche il prossimo segretario generale “sappiano interpretare il bisogno di condivisione e di obiettivi di tutta la collettività, che siano in grado di vedere oltre e di pianificare nuove forme di transazione industriale. Più e più volte abbiamo criticato, in questi anni, la mancanza si prospettive, il copia ed incolla di piani triennali vecchi e senza dinamicità, che si rincorrono di anno in anno perché poco o niente si è fatto nel triennio precedente” – proseguono pensando che sia fondamentale che nel sistema portuale si torni a pensare in grande, partendo dal piano di sviluppo delle opere per finire con progetti in sinergia con l’ amministrazione comunale.

E condivise dagli operatori del settore perché “non si può pensare di operare scelte non condivise con le amministrazioni in cui il porto risiede, né tanto meno si può procedere con la mortificazioni delle risorse del nostro sistema portuale” – concludono Noè, Di Mare, Gianni, Carta e Fazio -. Contestiamo gli atti e le scelte che sono state fatte in questi anni di ridimensionamento delle prospettive dei territori che compongono il nostro porto. È tempo di scelte, importanti, e per questo l’ Autorità deve essere elemento inclusivo e non divisivo, non paga il muro contro muro né paga l’arroganza dell’uomo solo al comando. Nessuno è indispensabile ma tutti siamo necessari”.


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