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Porto di Augusta, Inchiesta petrolio. Il ministro Delrio interrogato in aula: “nessuna pressione per la conferma di Cozzo”

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La conferma di Alberto Cozzo a guida dell’Autorità portuale di Augusta è stata una scelta autonoma del Ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, in attesa della riforma delle autorità portuali. A sostenerlo è stato lo stesso ministro, rispondendo oggi all’interrogazione del deputato nazionale del Movimento 5 Stelle, Mirella Liuzzi, che durante il “question time” ha chiesto lumi a Delrio su quanto emerso dalle intercettazioni del caso “trivellopoli” e sulla conferma dell’avvocato etneo alla guida del porto di Augusta.

Non ho ricevuto alcuna pressione per la riconferma dell’avvocato Cozzo – ha detto in aula il ministro Delrio – e se anche le avessi ricevute le avrei ascoltate, perchè è lecito ascoltare il presidente della Camera di Commercio (Ivan Lo Bello, ndr) e non ho inteso, in alcun modo, coinvolgere il sindaco di Augusta (Cettina Di Pietro). Con lei abbiamo visitato insieme il porto, ma la responsabilità della conferma di Cozzo è tutta mia. L’avvocato Cozzo io non l’ho nominato, l’ho trovato e siccome è in corso la riforma della Governance portuale, a meno di casi particolarmente gravi, in cui abbiamo sostituito i commissari con i comandanti delle Capitanerie di porto, abbiamo proceduto alla riconferma di chi già in carica“.

Una risposta, quella di Delrio che va controcorrente rispetto a quanto emerso nelle indagini degli ultimi giorni. La vicenda della conferma di Cozzo pare essere, infatti, strettamente intrecciata alla concessione di un pontile nel porto siciliano che stava molto a cuore al “quartierino” e in particolare all’imprenditore Gianluca Gemelli.

Secondo gli inquirenti, il sodalizio riuscì a far cambiare idea al ministro delle Infrastrutture, che pensava ad un candidato diverso. Incontrato Cozzo, Delrio ne rimase – racconta Lo Bello al lobbysta Nicola Colicchi – “piacevolmente soddisfatto: ‘guarda avevi ragione è proprio uno bravo, uno serio‘”, riferisce lo stesso Lo Bello citando le parole di Delrio. Il processo per arrivare alla conferma di Cozzo (che è indagato) non fu facile da portare a termine per il gruppo imprenditoriale. In un sms del 12 maggio 2015 intercettato dagli investigatori, Cozzo scriveva all’imprenditore Gianluca Gemelli che “il gabinetto Delrio vuole nominare commissario il comandante del porto Macauda come a Napoli e Gioia Tauro in vista della riforma“.

Nello stesso scambio di sms tra i due, si parla di interventi da cercare e Cozzo, dopo aver riferito di non aver ottenuto risultati, si lascia andare anche a un: “E fanculo Delrio”. Il suo umore, così come si evince dalle numerose intercettazioni agli atti dell’inchiesta di Potenza, cambia completamente dopo l’incontro con Delrio.

Infatti, il 21 giugno 2015, Gemelli telefona allo stesso Cozzo e comincia: “Albertone… ma mi dicono che hai fatto faville“, riferendosi all’ottima impressione destata nel ministro. In effetti, con un decreto Delrio confermò Cozzo “fino alla nomina del presidente dell’ente portuale siciliano e comunque per un periodo non superiore a sei mesi“.