In tendenza

Pandemia e cultura, il regista Italia: “momento disastroso, speriamo di aver presto un teatro ad Augusta”

Il direttore artistico del Teatro stabile: “nessuna considerazione per chi svolge un lavoro nobile come il nostro, nessun ristoro, siamo stati i prima a chiudere e non abbiamo mai riaperto”

“Momento storico disastroso per il teatro, l’arte e la cultura risultano quasi invisibili nei numerosi Dpcm di contenimento per l’emergenza Covid-19, il mondo artistico è penalizzato, nessuna parola di conforto su cosa si prospetta per il futuro delle compagnie teatrali”. Lo dice Mauro Italia, direttore artistico e regista del Teatro Stabile di Augusta, che da anni porta in giro per la Sicilia spettacoli teatrali rappresentando Augusta nelle più importanti rassegne regionali come l’“Etna in scena” di Zafferana Etnea o “Teatro nel cuore”, che da diversi anni si svolgeva ad Augusta.

“Il nostro territorio vanta una tradizione teatrale illustre e prestigiosa, le associazioni culturali cittadine hanno regalato nel tempo al panorama artistico nazionale attori e attrici di grande talento che nelle compagnie locali hanno percorso i primi passi e raccolto i primi applausi; la storia ci dà ragione e ci identifica quali realtà di grande impatto e culturalmente preparate.” – continua Italia che, in un’ isola dove le strutture per fare teatro sono quasi inesistenti, è riuscito a dar vita al “Piccolo” una saletta di appena 35 posti che quest’anno compie sette anni di vita è “che è diventato l’unico spazio culturale in pieno centro storico, un contenitore dove le produzioni nascono e diventano spettacolo”.

In una realtà come quelle  augustana in cui moltissimi gruppi di amatori dedicano il loro tempo libero a questo progetto, senza alcuna pretesa, producendo spettacoli di vario genere che spaziano dal teatro classico al moderno e contemporaneo e che, nella maggior parte dei casi, devolvono l’intero incasso in beneficenza, aiutando associazioni a realizzare progetti utili alla collettività e a persone bisognose senza alcun guadagno, ma solo con passione e spirito di volontariato.

Secondo il regista augustano a oggi non c’è alcuna “considerazione per chi svolge un lavoro nobile come il nostro, nessun ristoro, siamo stati i prima a chiudere e non abbiamo mai riaperto. Il teatro non è un bene primario è un lusso – prosegue – personalmente sono anche scettico sulle recenti ipotesi di teatro in streaming, sono decisamente contrario, non sarebbe la stessa cosa, viene meno l’emozione, il pathos del pubblico che ci sostiene con gli applausi. Siamo da sempre sottovalutati, l’arte, la cultura, la musica, i musei, sono mortificati, si è fermato un comparto importante che crea non solo il piacere di chi lo segue, ma un indotto economico non indifferente. Nella forte voglia di tornare presto a respirare l’odore della amate tavole, nel desiderio di poter portare ancora una volta in scena la nostra passione il nostro amore e con lui anche la nostra Augusta nella speranza che abbia presto un teatro, che funzioni e che sia culla di serate spensierate e ricche di sinergie artistiche e sociali”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo