“La provincia di Siracusa e la comunità di Augusta hanno dato ampia prova di capacità di accoglienza e di solidarietà nei confronti di tanta povera gente alla ricerca di una vita migliore. Nessuno ostacolo, quindi, se non quelli organizzativi – dei servizi adeguati delle norme e procedure di sicurezza – alla realizzazione di un centro hotspot nella nostra realtà. Ma questa area non può essere individuata dentro il porto di Augusta mettendo in difficoltà se non addirittura bloccando le normale attività portuali e marittime. Questo non può e non si deve fare“. Non usa mezze parole il deputato nazionale del Pd Pippo Zappulla, che ha chiesto ai ministri Alfano e Del Rio di non bloccare la rada megarese e di trovare altre soluzioni.
E mentre il sottosegretarioUmberto Del Basso De Caro smentisce di aver rilasciato alcuna dichiarazione sul Porto di Augusta, soddisfacendo il deputato regionale Vincenzo Vinciullo che ne prende atto con soddisfazione ringraziandolo per aver compreso la difficoltà del moment, Zappulla prosegue.
“L’area individuata è palesemente incompatibile con la ordinaria attività e, peraltro, per evidenti problematiche logistico-tecniche e si sicurezza, entrerebbe in conflitto con i lavori di consolidamento e ampliamento delle strutture portuali previsti proprio accanto alla stessa area individuata – sottolinea – Non è ozioso ricordare che l’intera comunità attende il decreto di definizione delle nuove Autorità Portuali e dei Distretti portuali e marittimi essendo il Porto di Augusta il volano fondamentale su cui si punta in tutto il territorio provinciale e non solo per affermare un nuovo sviluppo economico ed occupazionale. Augusta non può rinunciare ad essere al sede della nuova autorità portuale di distretto e cervello strategico e cabina di regia delle scelte, dei programmi e dei progetti da realizzare per l’intero settore portuale-marittimo della Sicilia orientale. Si chieda quindi al Commissario dell’Autorità Portuale di Augusta di individuare un’altra area, magari limitrofa al porto di Augusta, adeguata alle necessità ma senza mettere in crisi il lo scalo megarese e le sue attività. Ho scritto, quindi, ai ministri Alfano e Del Rio chiedendo di fermarsi, di rivedere la loro scelta, di concordare con il territorio e le sue rappresentanze istituzionali e politiche le giuste e possibili soluzioni”.