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No alla realizzazione di un centro Sprar per la seconda accoglienza ad Augusta

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No alla realizzazione di un centro Sprar per la seconda accoglienza ad Augusta. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha votato, con la sola maggioranza pentastellata più il consigliere dell’opposizione Salvo Aviello, la mozione di indirizzo presentata dalla II commissione consiliare “Sviluppo economico” e letta in aula dal suo presidente, Marco Patti sulla modifica del protocollo del ministero dell’Interno – Anci sulla rete di accoglienza Sprar.

La mozione impegna il sindaco, Cettina Di Pietro, a “ribadire in tutte le sedi istituzionali la posizione già espressa in sede Anci e alla Prefettura in modo da far escludere il Comune di Augusta dal piano di riparto della rete Sprar e di estendere questa esclusione anche a un’ eventuale identificazione nel territorio di Augusta da parte della Prefettura di Siracusa quale sede Cas (Centri di accoglienza straordinaria), in quanto è già un punto di sbarco dove viene già espletata l’attività di identificazione dei migranti e dove è in via di realizzazione un centro di prima identificazione soccorso rete di distribuzione dei Cas”.

Proprio su questo passaggio della mozione il consigliere di opposizione Marco Niciforo aveva presentato un emendamento che avrebbe impegnato il primo cittadino ad “attivarsi in tutte le sedi istituzionali competenti al fine di escludere il Comune di Augusta dal piano di riparto della rete Sprar e non a ribadire qualcosa di cui nessuno ha piena conoscenza non avendo letto i verbali dei vari incontri del sindaco”. Ma l’emendamento è stato bocciato e l’opposizione è uscita dall’aula, si è astenuta o ha votato contro la mozione.

In base al protocollo Anci al Comune di Augusta spettano 149 migranti, ma non si tiene conto degli  82 già presenti ad Augusta, ha sottolineato il sindaco secondo cui “non si considera la situazione peculiare dei punti di sbarco. Questa quota che spetterebbe ad Augusta potrebbe essere spalmata tra tutti i comuni della provincia – ha aggiunto – chiedo al Consiglio o di dare supporto alla richiesta da me avanzata in sede Anci oppure di aderire alla rete Sprar che sarebbe l’unico modo per scongiurare un centro di 149 posti da parte della prefettura”. Da quest’anno nel territorio comunale esiste un centro di prima accoglienza per 58 minori non accompagnati, una casa famiglia per 12 minori migranti e un centro per altri 12 minori affidati dal tribunale che ospita anche piccoli migranti, inoltre Augusta è già da anni primo porto in Italia dove approdano i migranti e vedrà nascere nei prossimi mesi anche un Cpsa, un centro di primo soccorso e identificazione dentro il porto in sostituzione dell’attuale tendopoli di accoglienza.

Il Consiglio non ha, invece, approvato la mozione di indirizzo del consigliere, Giuseppe Schermi sull’accoglienza sbarchi che proponeva l’affidamento, tramite bando pubblico, del servizio di accoglienza e assistenza migranti al porto. La mozione, secondo il primo cittadino, non ha ragione d’essere perchè il Comune non ha competenza nella gestione degli appalti per l’accoglienza, ma sarà Invitalia a fare il bando per la gestione del Cpsa.

Il terzo e ultimo punto, accorpato ai due precedenti, prevedeva la discussione sul centro di identificazione al porto, richiesta dai consiglieri di opposizione Giuseppe Schermi, Alessandro Tripoli, Vincenzo Canigiula, Salvo Aviello, Angelo Pasqua e Biagio  Tribulato, durante la quale è emerso che già il 14 novembre si è tenuta una riunione in cui sono state individuate alcune  aree alternative fuori dal porto dove poter spostare il centro.