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Nave di Medici senza frontiere in fermo amministrativo ad Augusta

Il provvedimento è scattato dopo le verifiche della Guardia costiera ad Augusta, dove la Geo Barents si trovava dal 17 giugno, quando era approdata con 410 migranti

Un’altra nave di una ong in fermo amministrativo. Al termine di una ispezione durata circa dodici ore, è stato disposto lo stop della “Geo Barents”, nave di Medici senza frontiere.

Il provvedimento è scattato dopo le verifiche della Guardia costiera ad Augusta, dove la Geo Barents si trovava dal 17 giugno, quando era approdata con 410 migranti, tra cui 91 minori non accompagnati, soccorsi in diversi interventi nel Mediterraneo centrale.

Gli ispettori, specializzati in sicurezza della navigazione, spiega la Guardia costiera, hanno sottoposto la nave battente di bandiera norvegese per verificare l’adeguatezza rispetto alle norme in materia di sicurezza della navigazione, composizione e certificazione dell’equipaggio, tutela ambientale e condizioni di vita e di lavoro a bordo. La “Geo Barents” è attraccata nel porto di Augusta per sbarcare 410 migranti, dove ha successivamente trascorso il periodo di quarantena.
La nave è stata sottoposta a una ispezione periodica, prevista dalla direttiva comunitaria, sostiene sempre la Guardia costiera, essendo trascorsi più di 12 mesi dall’ispezione precedente, svolta in Finlandia nell’aprile 2019. Sarebbero emerse “diverse irregolarità di natura tecnica”, tali “da compromettere non solo la sicurezza degli equipaggi, ma anche delle stesse persone che sono state e che potrebbero, in futuro, essere recuperate a bordo, nel corso del servizio di assistenza svolto”.

In particolare, considerata l’attività di ricerca e soccorso che la nave svolge sistematicamente, l’ispezione avrebbe fatto emergere che i mezzi di salvataggio presenti a bordo (zattere, cinture di salvataggio), certificati dallo Stato di bandiera, sono sufficienti per un numero massimo di 83 persone a fronte delle 410 sbarcate nel porto di Augusta. Pertanto, in caso di emergenza a bordo della nave, che comporti l’evacuazione, l’equipaggio non sarebbe in grado – “anche da un punto di vista dell’organizzazione di bordo” – di garantire che le persone ospitate possano essere avviate ai mezzi di salvataggio né ovviamente trovare posto sufficiente. In aggiunta, sono state accertate carenze sulla composizione e certificazione dell’equipaggio, sulle istruzioni al comandante per garantire la stabilità della nave, per un totale di 22 carenze di cui 10 che, “per la loro gravità”, hanno determinato il fermo della nave. La nave è stata quindi sottoposta a fermo amministrativo che sarà rimosso alla rettifica delle irregolarità rilevate in sede ispettiva.
L’attività risponde a una direttiva comunitaria, recepita dall’Italia nel 2011, e che riguarda tutte le navi straniere che approdano nei porti e ancoraggi italiani; ciò, “con il preciso scopo – conclude la Guardia costiera – di garantire che le navi siano adeguatamente equipaggiate e certificate per prevenire il verificarsi di incidenti in mare”.


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