“La paura c’è per tutti, no alla caccia all’uomo”: la lettera di Fabrizio, giovane augustano a La Spezia

Lo studente universitario ha inviato alla nostra redazione la sua testimonianza dopo la notizia del primo caso di Covid-19 ad Augusta arrivato dal Nord

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera di Fabrizio, un giovane studente universitario di Augusta che momentaneamente risiede a La Spezia:

Sono uno studente universitario di Ingegneria che scrive in questo momento dalla Liguria esattamente da La Spezia. Scrivo questo messaggio in quanto ho letto del primo caso di Covid- 19 in un giovane proveniente dal nord Italia e sono rimasto davvero mortificato dai commenti di alcune persone nei riguardi di questo ragazzo. Provo profonda amarezza quando la gente non riesce a comprendere la nostra situazione, vorrei solo dire che la paura c’è ed è per tutti. Io mi ritrovo qui ormai solo a La Spezia da ormai 2 mesi, in quanto tutti i miei colleghi e coinquilini sono riusciti a tornare dalle rispettive famiglie dopo gli esami e prima che scoppiasse tutto questo caos. Io purtroppo non sono riuscito a tornare perché mi è stato cancellato il volo due giorni prima della partenza, avendo comunque già organizzato il mio autoisolamento dalla mia famiglia in un’altra casa, ma comunque avendo un appoggio vicino.

Ripeto, la paura c’è per tutti, io ne ho ancora di più perché se dovessi stare male mi ritroverei totalmente da solo non avendo neanche il medico di base in città e nessuno che mi assiste, oltretutto i miei familiari non potrebbero neanche starmi vicino visto i numerosi blocchi per viaggiare. Faccio la spesa uscendo senza mascherina in quanto è impossibile reperirne una anche qui, esco con il giubbotto pesante due girocolli in faccia, cappello e occhiali da sole per proteggermi gli occhi per andare a fare la spesa o per andare in farmacia dove comunque il rischio è più alto.

Torno a casa e metto tutto a lavare ogni volta e faccio la doccia per ogni uscita, sperando ogni volta di non avere sintomi. Ho scritto questa testimonianza sperando nella pubblicazione perché vorrei che la gente capisse che la situazione è critica per tutti e che si dovrebbe avere comprensione verso chi ha paura di affrontare questa emergenza da solo perchè magari sarà stato il caso del giovane a cui auguro una pronta guarigione. Non è il momento di parlare di egoismo, di incoscienti e fare caccia all’uomo dandogli del criminale. Queste parole non fanno altro che aumentare la tensione e la paura, condanno sicuramente gli atteggiamenti di chi se ne frega dell’ordinanza e fa quello che gli pare, ma questo sicuramente spetta alle forze dell’ordine. L’importante è prendere decisioni individuali ma per un fine collettivo, quindi state a casa e tutti uniti verso questa battaglia. Ciao e ci vediamo quando tutto sarà finito, #andratuttobene”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo