Istituire la riserva naturale orientata “Le saline di Augusta”: Italia nostra rilancia il suo progetto e preannunzia azioni legali

L’associazione di tutela ambientale torna a sottolineare la necessità di realizzare l’area protetta e si dice pronta a denunciare penalmente chi distrugge il territorio  

Attende di essere approvata già da quale tempo dalla Regione la riserva naturale “Le saline di Augusta”  proposta dalla sezione di Augusta di Italia nostra che rilancia la necessità di  istituire l’area protetta che rappresenterebbe un primo passo verso la realizzazione di un più vasto parco storico naturalistico che includerebbe l’hangar e i forti Garsia e Vittoria e una concreta alternativa per un vero sviluppo sostenibile. Per questo l’associazione di tutela del territorio, guidata da Jessica Di Venuta,  auspica che l’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale che ha sospeso il progetto di realizzazione dei piazzali su parte delle saline del Mulinello “impieghi i cospicui fondi di cui dispone per dare una prospettiva di crescita economica per questa parte di Sicilia orientale divenendo in tal modo un polo di attrazione per i flussi passeggeri e la crocieristica”.

Il parco comprenderebbe tutta l’area dell’ex idroscalo di Augusta con un’estensione complessiva di circa 20 ettari, confinando a nord con la ex-provinciale 193, e comprendendo ad est  la Zona a protezione speciale delle saline e la zona costiera della rada, a sud con il canale di scolo delle Saline, la foce nord del fiume Mulinello (e che lo separa dalla banchina del porto commerciale), ad ovest comprenderebbe le zone umide della foce del fiume Mulinello ed il parco omonimo in tutto oltre 6 milioni di mq.

Sul nostro pianeta soffocato dall’impatto antropico, la pandemia ha mostrato che – si legge in una nota- un altro modo di abitare la terra è necessario ed urgente, che bisogna puntare sulla convivenza tra l’uomo e la natura; una convivenza è possibile. Potremo davvero salvare la biodiversità se capiremo che non  possiamo segregarla dove decidiamo noi, e si dovranno trovare i modi per promuovere questa convivenza: “Qui non si tratta soltanto di pareri scientifici ed ecologia, sono scelte politiche, ci vogliono accordi e mediazioni tra chi vuole distruggere tutto e chi vuole salvare tutto” – prosegue la nota con cui l’associazione avverte che denuncerà ogni atto contrario ad ogni forma di tutela ambientale, naturalistica e archeologica.

Se finora la nostra azione è stata per lo più indirizzata verso la richiesta di annullamento di atti amministrativi in palese contrasto con la legge, in futuro – conclude la nota- considerata la persistente azione di condotte e/o opere di distruzione e deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto e deturpamento di bellezze naturali e archeologiche con danni gravissimi sia sul piano ambientale, paesaggistico e naturalistico, chiederemo l’immediato intervento dell’autorità giudiziaria, che si inquadra nella nuova fattispecie penale per reprimere penalmente, qualora sia illecita e posta in essere intenzionalmente o quanto meno per grave negligenza, qualsiasi azione che provochi il significativo deterioramento di un habitat all’interno di un sito protetto”.


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