Tiziana Roggio, chirurgo plastico originaria di Augusta, ha scelto di trascorrere le sue ferie nella Striscia di Gaza, prestando servizio all’ospedale Nasser di Khan Yunis, unico centro ancora attivo nel sud della Striscia in grado di garantire interventi chirurgici complessi. La missione con la Ong britannica Ideals è iniziata il 13 maggio, giorno in cui l’ospedale inizialmente designato – l’European Gaza Hospital – è stato bombardato, costringendo il team medico a riorganizzarsi.
Tiziana Roggio spiega che la decisione nasce da una forte spinta umanitaria e professionale: le sue competenze, maturate in un trauma center di Londra, si sono rivelate fondamentali per affrontare le gravi emergenze sanitarie del conflitto. Lavora ogni giorno in condizioni difficilissime: materiali medici scarsi, ferite devastanti, pazienti mutilati, molti dei quali bambini, donne incinte, giovani.
La chirurgia è “di guerra”, con una media di 10-11 operazioni al giorno solo nella sua sala. Al termine della missione – prevista tra circa una settimana – all’ospedale mancherà la sua figura di chirurgo plastico, oltre quelle degli altri colleghi partiti con lei, il che si rifletterà su un ritardo negli interventi di almeno due mesi. Per questo, Roggio e il suo team hanno offerto disponibilità per consulenze da remoto.
Durante l’intervista racconta anche la paura costante dei bombardamenti, gli ordini di evacuazione che disorientano e colpiscono la popolazione già sfollata e affamata. “Nessun posto è sicuro – spiega – e ogni bomba può essere l’ultima”. Eppure, in mezzo alla devastazione, trova spazio un senso profondo di speranza: i sorrisi dei colleghi palestinesi, piccoli doni delle loro figlie, e soprattutto gli aquiloni costruiti con sacchetti di plastica che i bambini fanno volare nel cielo di Gaza.
Nonostante il trauma vissuto, Tiziana Roggio dice che tornerebbe senza esitare, ma con la speranza che sia per costruire la pace, non per curare le ferite della guerra.
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