Attualità

“Giù le mani dall’informazione”, i cronisti consiliari di Augusta aderiscono al flash mob nazionale

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I cronisti consiliari di Augusta aderiscono pienamente alla giornata di mobilitazione in difesa della libertà di informazione, indetta per oggi dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione nazionale stampa italiana con flash-mob organizzate in una ventina di piazze italiane, tra cui Palermo per la Sicilia, in contemporanea dalle 12 alle 13.

“Unitamente ai nostri colleghi respingiamo con fermezza qualsiasi tentativo della politica di delegittimare una categoria che svolge un fondamentale ruolo di vigilanza, contro i tentativi – da qualunque parte provengano – di comprimere i principi fondanti della democrazia.  Siamo idealmente presenti in tutte le piazze dove i giornalisti manifestano per difendere l’informazione la libera e la libertà di tutti”– scrivono Massimo Ciccarello,  Gianni D’Anna, Cettina Saraceno e  Agnese Siliato.

E pieno sostegno e completa adesione alla giornata #giulemanidallinformazione arriva dal gruppo di augusta di Leu-Cento passi.   “Nessuna forza politica, specialmente se è stata chiamata a governare un paese, si azzardi ad attaccare la libertà di stampa e i giornalisti che la difendono – si legge in una nota -. Questi attacchi scomposti e strumentali del vicepremier Di Maio, e del suo partito, rappresentano soprattutto il tentativo di scardinare i valori fondanti della nostra Costituzione, democratica e antifascista, cominciando proprio dall’articolo 21.  Oggi “infimi sciacalli” e “puttane” sono i giornalisti, domani saranno i sindacati e infine gli stessi parlamentari eletti democraticamente dalle minoranze. Nel consiglio comunale di Augusta stiamo subendo ormai da 3 anni questa deriva autoritaria e antidemocratica, che tenta di impedire persino il diritto di parola ai consiglieri non allineati col potere; adesso questi metodi da dittatura vogliono imporsi nell’intera nazione. Pensavamo che la storia avesse spazzato definitivamente certe tentazioni, ma ci accorgiamo giorno dopo giorno che non è così. Per questo oggi come allora, insieme alla libera stampa e ai liberi giornalisti, gridiamo forte: Non passeranno”.