In tendenza

Deposito Gnl al porto, la società Restart: “occasione imperdibile per Augusta, pronti al dibattito pubblico”

A breve  saranno resi noti gli appuntamenti informativi,  intanto con una  nota  Foce, titolare del brevetto deposito e  Sanna, ceo dalla società vogliono dire la loro

“Se, come sembra, il gas naturale nei trasporti marittimi è oggi e per i prossimi decenni, almeno fino al 2050, la migliore soluzione per l’ambiente e per il clima in sostituzione dei prodotti petroliferi, come può una città-porto come Augusta voltarsi dall’altra parte e rinunciare ad un’opportunità di realizzare un progetto così strategico e realizzabile in tempi relativamente brevi?”. L’interrogativo arriva dalla Restart Consulting srl, la società di consulenza strategica nel campo energetico  titolare  del progetto per la realizzazione del deposito galleggiate Gnl nel porto di Augusta che, anche alla luce del dibattito acceso soprattutto sul tema della sicurezza e sula localizzazione che è nato  dopo il consiglio comunale aperto e monotematico   del 15 febbraio scorso, ha deciso di organizzare  momenti pubblici di incontro e di informazione sulla questione  per illustrate  il progetto che, se pur in fase progettuale molto avanzata,  è ancora alla prima fase  e le prospettive di sviluppo.

A breve  saranno resi noti gli appuntamenti informativi,  intanto con una  nota  Sandro Foce, titolare del brevetto deposito e  Gianfranco Sanna, ceo dalla società spiegano la loro posizione, sottolineando come “la presenza del polo energetico rende eccezionale per Augusta il tema della transizione energetica ed ecologica che l’Italia sta affrontando con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ogni progetto di innovazione e di trasformazione industriale – affermano- deve coinvolgere i cittadini nel dibattito pubblico e, appannaggio di ciò, è nostra intenzione strutturarlo su tre filoni di approfondimento: valutazione del rischio, aspetti ambientali e sviluppo economico del territorio.  Nello specifico, la nostra coscienza ci impone che non siano concepibili interventi che mettano a rischio la vita dei cittadini. Proprio a garanzia di questo esiste un iter autorizzativo in corso, ci sono esperti del settore ed Enti pubblici preposti che stanno lavorando a garanzia del territorio tutto”.

I due ricordano che l’Lng, utilizzato da oltre cinquant’anni, è presente nel campo navale da oltre quindici anni, così come nel settore dell’automotive, dai camion agli autobus urbani, dai veicoli commerciali leggeri ai treni, alla generazione di corrente e all’agricoltura, ma anche nelle industrie e nelle reti cittadine che non sono ancora collegati alla rete del metano. Grande sviluppo nei prossimi anni avrà anche la riconversione a Lng del settore pesca.

In Italia stanno per entrare in servizio due depositi costieri di Lmg  per le navi e i camion, grandi tra due volte e sei volte quello ipotizzato ad Augusta. Altri quattro sono già stati autorizzati, mentre circolano di 3.500 camion che si riforniscono nel centinaio di stazioni di servizio attive, alcune da dieci anni. Una di queste è stata inaugurata lo scorso anno anche in Sicilia, a Catania”- continuano spiegando che ad Augusta è previsto un deposito galleggiante modulare con un’unità di bunkeraggio autopropulsa che verrà classificato secondo le norme degli enti di classifica navali e secondo le disposizioni degli enti preposti alla costruzione e certificazione di apparati Lng (Igf code). La sua capacità considerata attualmente è di 4800 metri cubi, di cui 1600 per l’unità di bunkeraggio. Le navi da crociera di nuova generazione ad Lng, come per esempio la Costa Smeralda del gruppo Costa Crociere, verranno rifornite dall’ unità di bunkeraggio autopropulsa,  quindi diventa fondamentale, adesso, guardare anche al futuro del porto e delle attività economiche che vi ruotano attorno.

Oltre alla crisi generalizzata dovuta alla pandemia, la città si trova ad essere dinanzi ad un bivio: Augusta e il suo porto si trovano di fronte ad un contesto iper-concorrenziale dove le città-porto stanno lavorando per programmare il proprio futuro. Oggi grandi e piccoli scali, Barcellona, Marsiglia, ma anche minori, come Patrasso, Cagliari, Oristano, Brindisi, oltre a La Spezia, si sono dotati o lo stanno facendo, di impianti di Lng per intercettare il traffico mercantile e crocieristico– conclude la Restart-  La Sicilia oggi ha necessità urgente di un’installazione di più di un deposito di piccola scala per poter rifornire tutte le attività economiche che hanno creduto ed investito nel Lng nel campo navale e nell’automotive ed oggi si trovano ad importarlo dalla Spagna via traghetto attraverso il porto di Salerno, con costi che non possono essere sostenuti a lungo e che non giustificherebbero mai ulteriori investimenti futuri, il tutto a danno della transizione energetica tanto citata negli ultimi mesi.   Attendere e stare fermi ad aspettare la soluzione perfetta per sempre è l’unica scelta che il territorio non si può permettere”.

 

 


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo