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“Da Brescia ad Augusta, l’Italia inquinata”. Oggi a Uno mattina, su Rai uno, anche don Prisutto e la questione ambientale

Poco meno di tre minuti per il collegamento da piazza Duomo dell’arciprete e di un gruppo di persone che indossava la maglietta con la scritta “Se dovessi morire di cancro sarebbe un omicidio”

Augusta e la questione ambientale dei Sin italiani  oggi su Raiuno, ad Uno Mattina, il noto programma in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, a partire dalle 6, 40 sulla rete ammiraglia della Rai che ha dedicato uno spazio denominato “Da Brescia ad Augusta. L’Italia inquinata” dopo i flash-mob e sit-in di sabato scorso in alcuni dei circa 60 Siti di interesse nazionale organizzati per denunciare i ritardi nelle mancate bonifiche. Pochi minuti per raccontare la situazione  augustana attraverso le parole di don Palmiro Prisutto, l’arciprete della chiesa Madre che da anni si batte contro l’inquinamento e che, alla domanda della giornalista in piazza stamattina, Danila Filippone ha risposto che la “situazione è particolarmente grave soprattutto perchè non credo che le istituzioni italiane e i vari ministeri competenti abbiano veramente a cuore questa situazione. Sono decenni che abbiamo chiesto le bonifiche e ancora non le vediamo”- ha detto.

Accanto a lui  un gruppo di persone con addosso la maglietta bianca e la scritta “Se dovessi morire di cancro sarebbe un omicidio” e i componenti del comitato Stop veleni, sempre presenti per difendere il territorio dall’inquinamento.

La giornalista ha poi ricordato l’elenco dei morti di cancro che da 5 anni l’arciprete stila con l’aiuto delle famiglie, che ricorda nella messa del 28 di ogni mese e che adesso è arrivato a circa mille nomi e dallo studio il conduttore Rai, Roberto Poletti ha chiesto di conoscere la storia del marito di Lucia Franzò, il cui volto è impresso nella maglietta bianca con la scritta “Volevo vivere” che la moglie indossava stamattina tra i presenti in piazza. L’ex lavoratore della zona industriale aveva 67 anni ed è morto di carcinoma polmonare dopo aver combattuto per 8 anni e aver lavorato, per 40 anni, a contatto con le tubazioni e l’amianto.

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