Casa di reclusione di Augusta, agenti senza mascherine: i sindacati scrivono al Provveditore

Sinapppe, Uspp, Fns-Cisl e Fsa-Cnpp sostengono che il personale in servizio sarebbe invitato a riutilizzare anche per più turni le mascherine monouso

Senza mascherine il personale di polizia penitenziaria che lavora alla casa di reclusione di Augusta “invitata” a riutilizzare anche per diversi giorni anche le cosiddette chirurgiche, che, in realtà monouso. E cosi i sindacati scrivono al provveditore per chiedere un intervento e anche la possibilità di fare i tamponi agli agenti di polizia penitenziari.

Dalle prescrizioni contenute nei decreti della Presidenza del Consiglio, – scrivono Sebastiano Bongiovanni (Sinapppe), Michele Pedone (Uspp), Angelo Scarso (Fns-Cisl), Francesco Tuzza (Fsa-Cnpp) in una lettera indirizzata a Provveditore regionale, al medico del lavoro, ai rappresentanti della sicurezza dei lavoratori e al Prefetto di Siracusa – dalle inequivoche circolari ministeriali, dalle indicazioni dell’Oms e dai numerosissimi interventi delle voci più stimate della politica e della sanità italiana e non solo, riecheggia l’importanza per chi è costretto a lavorare in ambiti ove vi è la presenza di altre persone di proteggersi e proteggere adottando basilari norme di comportamento, tra cui l’uso delle mascherine e dei guanti, il mantenimento di una distanza di sicurezza individuata nel minimo di un metro, lavarsi le mani spesso e mantenere igienizzata la postazione di lavoro. Converrà con le scriventi sigle che è necessario che tutto il personale di Polizia penitenziaria per ottemperare a tali prescrizioni, ad ogni inizio del turno di servizio, deve essere fornito del materia necessario senza possibilità di deroga alcuna”.

E questo non avverrebbe all’istituto alle porte di Brucoli dove “a tutto il personale è stato imposto di dover riutilizzare per più turni, per più giorni le mascherine cosiddette “chirurgiche” o di altro tipo ancor meno efficienti. Inaccettabile – proseguono i 4- ritrovarsi all’avvicendamento del turno con qualcuno che indossa la mascherina sbiadita dai ripetuti lavaggi, qualcun altro più fortunato con una più o meno recente, magari fatta in casa, e altri senza alcun dispositivo di protezione, situazione che sembra non interessare a nessuno”.

Martedì scorso, nel turno 16-24 nonostante non ci fosse molto personale, “nessuno dei presenti, nonostante ne abbia fatto espressamente richiesta, è stato fornito di dispositivi di protezione. – raccontano- Almeno 5 (cinque) unità di quelli operanti in prima linea e, quindi, a contatto con la popolazione detenuta, hanno espletato il turno di 8 ore senza alcuna protezione: nulla. Gli altri, chi più chi meno avevano solo la mascherina usata e visibilmente usurata: un modo come un altro di prendersi in giro da se. Stessa identica situazione si era verificata in qualche turno precedente e nel turno 0/8 del 25 marzo”.

Da qui la richiesta di un tempestivo e incisivo intervento con la direzione della casa di reclusione di Augusta anche “per evitare assolutamente assembramenti di personale, ad oggi, purtroppo, ancora verificatisi e per dotare – per ogni turno di servizio – un numero di dispositivi di protezione (mascherine/guanti) sufficiente per tutto il personale”.

I sindacati chiedono , inoltre, la possibilità di effettuare il tampone a tutto il personale di Polizia penitenziaria degli istituti della regione Sicilia che quotidianamente hanno contatti diretti o indiretti con i detenuti.


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