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Augusta, visita di Epifani: “il porto megarese è lo scalo in grado di produrre più sviluppo. Bisogna renderlo protagonista”

Sulla Lukoil, Epifani ha fatto sapere che chiederà alla dirigenza societaria di spiegare al Parlamento quale sarà il futuro industriale e imprenditoriale dello stabilimento

È necessario sollecitare il Governo e la Regione affinché si renda protagonista il porto di Augusta come piattaforma naturale della Sicilia nel Mediterraneo. Un porto che per vocazione naturale, fondali, bacini e investimenti è quello che è in grado di produrre più sviluppo. Non ci sono limiti naturali. Bisogna chiedere che questa vocazione naturale non venga smarrita nè cancellata,  le risorse che ci sono e l’assetto istituzionale  devono essere coerenti con questa scelta, ne parlerò con il ministro Delrio”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, Guglielmo Epifani, deputato di Articolouno e presidente della Commissione Attività produttive della Camera, che ha fatto tappa ad Augusta per visitare il porto megarese, accompagnato dal deputato del Movimento democratico e progressista, Pippo Zappulla e dal consigliere comunale di Augusta, Giancarlo Triberio che hanno mostrato all’ex segretario nazionale della Cgil alcune delle otto banchine commerciali.

E hanno illustrato  le caratteristiche dello scalo, che frutta un guadagno da 25 milioni di euro l’anno e avrà un avanzo di bilancio, a fine anno, di 80 milioni di euro e che ha al suo interno anche la tendopoli di prima accoglienza che presto, su disposizione del ministero dell’Interno, verrà trasformato in un Centro di primo soccorso e accoglienza.

Su quest’ultimo punto Epifani ha detto di aver ricevuto qualche preoccupazione  da parte di armatori che temono che la struttura possa confliggere con l’attività prettamente commerciale dello scalo. “È chiaro che mettere un hotspot in una grande porto – ha aggiunto l’ex segretario generale della Cgil – crea dei rischi e dei problemi perchè c’è un attività continua non perchè  non bisogna ospitare profughi, ma perchè se li mettiamo in contatto con un’attività come questa è chiaro che qualche problema si può creare. Proviamo, sperimentiamo, però onestamente se poi vediamo più problemi che opportunità si trovi un altro posto. Non vorrei che con la mano destra facciamo una cosa e con quella sinistra distruggiamo tutto”. Per il consigliere Triberio istituire un hotspot al porto megarese è  “un vero cambio di destinazione d’uso per Punta Cugno, facendola uscire definitivamente dal mercato del trasporto marittimo internazionale”, ha detto, ricordando la storia “dello scippo iniziato con lo spostamento dell’Autorità di sistema portuale dalla sua sede naturale per portarla a Catania, una congiura politica di cui si stanno vedendo le conseguenze negative sull’economia locale nonostante la presenza di due augustani nel Comitato di gestione, rivelatisi ininfluenti”.

Affrontato anche il tema delle bonifiche mai avviate e Zappulla ha coinvolto Epifani nella “richiesta di un immediato tavolo tecnico con il ministero dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, per avviare subito le bonifiche”. Il parlamentare siracusano ha sottolineato come “si stia chiudendo il cerchio di una strategia diretta a depotenziare questo porto commerciale; disegno di cui fa parte una Zona economica speciale congegnata come un cavallo di Troia per consentire al governo di orientare gli investimenti scavalcando il territorio”. È stato anche sottolineato la coincidenza fra il trasferimento della sede, l’istituzione della Zes e il programmato centro di identificazione extracomunitari più grande d’Italia. Sull’azienda petrolifera della Lukoil, inoltre, Epifani ha fatto sapere che chiederà alla dirigenza societaria di spiegare al Parlamento quale sarà il futuro industriale e imprenditoriale dello stabilimento nel Siracusano.


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