“Pur se fosse stata dimostrata (e non lo è stata) la sussistenza di un rapporto di amicizia tra il sindaco Carrubba e Santanello, è totalmente assente in atti qualsivoglia elemento in virtù del quale poter sostenere – come implicitamente paventato – che l’imputato abbia agito per garantire la sponsorizzazione della società Oikothen a Santanello”. Sono state depositate nei giorni scorsi le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Siracusa ha assolto con formula piena (“i fatti non sussistono”) l’ex sindaco di Augusta Massimo Carrubba dalle accuse di tentata concussione nei confronti dell’ex dirigente del Comune di Augusta Roberto Passanisi e di abuso d’ufficio per avere partecipato alla conferenza dei servizi tenutasi a Palermo il 16 novembre del 2005 per l’approvazione della piattaforma polifunzionale “Oikothen.
Sulla quale, comunque, espresse parere contrario. In tutto 94 pagine in cui i Giudici ripercorrono l’intricata vicenda sintetizzando le dichiarazioni dei testi sfilati sul banco dei testimoni (“le dichiarazioni rese dalla parte civile Passanisi Roberto non risultano idonee a superare il necessario vaglio di credibilità soggettiva e attendibilità intrinseca al racconto, giacché presentano profili di illogicità e confliggono in parte con altre risultanze processuali di natura documentale e normativa“) e quindi illustra i motivi che hanno portato all’assoluzione del primo cittadino.
Il Collegio del Tribunale ha stabilito che “da tutte le argomentazioni finora sviluppate consegue che, in esito all’istruttoria dibattimentale, non è stata raggiunta la prova della sussistenza dei fatti delittuosi in contestazione e, dunque, della resposabilità dell’imputato”. Secondo i giudici “non può revocarsi in dubbio che la tardiva (rispetto al momento della presentazione) trasmissione del progetto “Oikothen” all’ufficio Ecologia non ha comportato alcuna lesione delle competenze dirigenziali del Dott. Passanisi, atteso che non era normativamente previsto che lo stesso espletasse le proprie funzioni in quella fase, né tantomeno che esprimesse il parere emesso il 14.4.04 (diversamente da quanto sostenuto dall’imputato in procedimento collegato Amara Giuseppe)”. E la “versione dei fatti secondo la quale il Passanisi sarebbe stato di fatto esautorato delle proprie competenze a seguito della reazione del sindaco Carrubba prontamente attuata dopo il 14.4.2004 risulta smentita dal dato documentale”.
Centrale anche la figura di di Giuseppe Amara, con i giudici che sollevano il dubbio che “possa avere avuto – almeno in una prima fase – mire personali di natura economica nei confronti del progetto Oikothen”. Il Pm Maurizio Musco, all’epoca titolare del procedimento, ritenne nel corso delle indagini di sentire anche gli ex consiglieri comunali Rosario Salmeri e Piero Castro oltre che Amara, tutti citati dallo stesso magistrato come testi d’accusa contro Carrubba. Che oggi può tornare a sorridere.
Luca Signorelli