Augusta, via libera al Piano triennale delle opere pubbliche: rinviata l’approvazione delle aliquote Imu

A votare per l’atto propedeutico al bilancio e il primo dopo il dissesto economico è stata la sola maggioranza a 5 stelle

Via libera del Consiglio comunale al piano triennale delle opere pubbliche 2020- 2022. Ad approvarlo, lunedì sera, è stata la maggioranza a 5 stelle (contrari i consiglieri comunali dell’opposizione Angelo Pasqua, Giancarlo Triberio, Gianna D’Onofrio), lo strumento è propedeutico al bilancio di previsione, è il primo dopo il dissesto economico ed è importante per il territorio perché elenca le opere pubbliche, come ha sottolineato il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Roberta Suppo che ha brevemente illustrato i progetti inseriti nel piano delle opere pubbliche che in totale sono 23.

“È un piano fatto con tanta fatica, ma ci sono opere importanti con importi notevoli che consentono di ripartire dall’esistente e potenziare il territorio – ha dichiarato – per la prima progettualità i progetti sono cantierabili e tutti con coperture, o con fondi di bilancio o con i mutui, c’è il progetto di manutenzione dei piloni del viadotto, progetto preliminare del costone di Levante finalmente  abbiamo tutti i pareri per la demolizione della piscina comunale e l’allargamento della strada. Idem per il progetto di bonifica del campo Fontana e per il nuovo impianto. C’è il progetto del nuovo pozzo di riserva  del centro storico ai giardini pubblici in prossimità di quello esistente, una nuova risorsa che sarà utile non solo per il centro storico anche per le aree limitrofe, conosciamo tutti le vicissitudini che abbiamo vissuto alla fine dell’anno scorso, promessa mantenute con le famiglie per l’impianto di climatizzazione nelle scuole comunali”.

A contestare il piano è stato il consigliere di Augusta 2020 Marco Niciforo, che ha parlato di gestione delle opere pubbliche scadente negli ultimi 5 anni: “mi aspettavo per l’ultimo piano triennale di questi anni un discorso diverso invece – ha affermato – ascolto come se fossimo quasi al discorso dell’insediamento di questa amministrazione. Non si può dire che dopo 5 anni siamo con un progetto da 500 mila euro per i pilastri delle pile del viadotto, che forse riusciamo a trovare qualcosa per il pozzo della villa dopo anni di tragedie pazzesche e poi mi devo accontentare dei condizionatori delle scuole a conclusione dei 5 anni della amministrazione il risanamento del costone del Levante è una problema complesso che è rimasto complesso. Non vedo nulla in termini di pianificazione, ancora non capisco qual era la vostra visione della città, non c’è un euro che arriva da fondi europei ed ex extra comunali e non c’è nulla in attesa di finanziamento”.

La seduta, che ha visto per la prima volta in aula il nuovo collegio dei revisori dei conti composto da Felicia Calamunci Chianisi (presidente), Ignazio Napoli e Nicolò Mauro Gagliardo, si è aperta con il rigetto della proposta, presentata nel 2018, di variante al piano di lottizzazione “Baia di Arcile” già approvato dalla giunta nel 2017. La proposta chiedeva di “inglobare un’area che prima era stata lasciata a verde perché sottoposta a maggiore vincolo di tutela paesaggistico – ha spiegato il tecnico del Comune Umberto Noè -. Dopo il nuovo piano paesistico del 2017 era stata declassata l’area, la variante è stata sottoposta anche a intervento commissariale che ha congelato lo stato del procedimento e l’ufficio si è dovuto esprimere, sulla base degli atti la richiesta non può essere accettata per tutta una  serie di motivi”. La proposta è stata bocciata dalla maggioranza 5 stelle  (astenuti i consiglieri dell’opposizione Vanessa Fazio, Gianna D’Onofrio, Franco Lisitano, Salvatore Errante).

È stato, inoltre, approvato il regolamento per l’applicazione della nuova Imu proposto e illustrato  dal responsabile del settore finanziario Angelo Carpanzano che ha detto che rispecchia quello precedente e con gli emendamenti presentati dal capogruppo della maggioranza, Mauro Caruso e dal consigliere di opposizione, Giuseppe Schermi. È stato, invece, rinviato il punto sull’approvazione delle aliquote, il più  “caldo” della seduta che ha  contrapporsi maggioranza ed opposizione e un dibattito di alcune ore. “Le aliquote sono rimaste immutate perché è vero che siamo usciti dal dissesto a dicembre, ma – ha detto Carpanzano – i bilanci  hanno regole più restrittive. Considerato anche l’anno particolare che stiamo vivendo col coronavirus e il trasferimento in avanti il rischio è di avere crisi di liquidita’ e quindi sono state confermate le aliquote. Una volta che il Consiglio ha deciso che il 70% della rinegoziazione dei mutui sarà destinato agli aiuti alle attività e il 30% alla rimodulazione delle aliquote dell’Imu sono stati presentati degli emendamenti e hanno un parere positivo limitatamente all’anno 2020 e alla liquidità  disponibile dal  30%, circa 460 mila euro”.

Il gruppo consiliare del M5S ha presentato un emendamento letto in aula dal capogruppo Mauro Caruso che prevede la riduzione dell’aliquota per tutti gli immobili diversi dall’ abitazione principale e diversi da quelli di cui ai commi da 750 e 753 della legge 160 del 2019 da 1,06 a 1,01 euro, utilizzando  la copertura del 30% della rinegoziazione dei mutui. Ha proposto quattro emendamenti che prevedono di portare al minimo di legge, pari allo 0,76% l’aliquota prevista per i terreni agricoli, per gli immobili ad uso produttivo classificati nei gruppi catastali C e D e per tutti gli altri immobili il gruppo di centrosinistra con i consiglieri Giancarlo Triberio, Franco Lisitano, Alfredo Beneventano del Bosco e Giuseppe Schermi. “Alla città dovete spiegare perchè non possiamo abbassare l’Imu a meno che non si fa il gioco delle tre carte e – ha affermato il capogruppo Triberio – si finisce con un piccolo  aiuto alle famiglie non dimenticando che questo 0, 5 lo  pagheremo  noi e i nostri figli, non mettendo un solo euro dal bilancio comunale che per quanto ci riguarda è sconosciuto  nonostante siamo a fine giugno. Se non ora quando dobbiamo aiutare i cittadini come comunità a superare insieme questo momento difficile, è il momento di dare un segnale forte no una mancetta da 0, 5%”.

Schermi ha stigmatizzato l’assenza in aula del sindaco e dell’assessore competente su un argomento cosi importante. “Nessuno è qui a dirci perché hanno lasciato le aliquote al massimo – ha detto – Il Comune ha una posizione di cassa addirittura aumentata rispetto da gennaio in virtù dello sblocco dei trasferimenti nazionali e non esiste una crisi di liquidità”. Gli emendamenti dell’opposizione non indicava la copertura e quale somma del bilancio eventualmente si doveva usare per abbassare l’aliquota, come ha sottolineato la presidente Sarah Marturana che ha proposto per questo di rinviare l’approvazione delle aliquote alla prossima seduta

Polemico lo stesso capogruppo grillino Caruso che ha dichiarato che è stato rinviato il voto “perché si è voluto concedere alle minoranze di riuscire a trovare le giuste coperture finanziarie a degli emendamenti che tendono ad abbassare tutte le aliquote Imu che sanno più da campagna elettorale che di responsabile amministrativa – ha commentato – Ore e ore di chiacchiere perché non si conoscono le procedure e quando parliamo di propedeutiche al bilancio qualsiasi variante proposta deve essere confortata da una copertura di bilancio. La collaborazione si cerca su proposte serie non su argomenti buttati lì senza cognizione di causa. Questi sono coloro che scalano le posizioni per governare la città e qui capisci il perché i Comuni vanno in default. Siamo preoccupati dagli atteggiamenti delle minoranze che dopo 5 anni presentano atti totalmente incompleti per incapacità e dopo si esibiscono in teatrini inguardabili che fanno scadere il valore del Consiglio. Pochi si salvano ma la cosa grave è che dopo il teatrino iniziano gli insulti e le offese personali inqualificabili. Noi pensiamo ai fatti e a portare avanti i lavori”.


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