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Augusta, via del centro storico dedicata all’ex sindaco Giovanni Saraceno: oggi l’intitolazione

La scopertura della  targa, insieme all’epigrafe nella casa natale di via Garibaldi  è avvenuta questa mattina, alla fine della cerimonia nel salone di rappresentanza del Comune   

Da oggi si chiama via Giovanni Saraceno il tratto di strada che da via Colombo arriva fino alla Porta spagnola, mentre una epigrafe in via Garibaldi ricorda la casa del centro storico dove nacque l’ex sindaco, ricordato ancora oggi per aver guidato, con tanto di fascia tricolore,  la storica protesta del 28 dicembre 1960 a difesa del porto quando un’ intera città e la politica si unirono  a difesa del territorio.

La scopertura delle due  targhe è avvenuta questa mattina, alla fine della cerimonia di intitolazione, che è iniziata al Comune nel salone di rappresentanza  alla presenza del vice sindaco Tania Patania, che ha fatto gli onori di casa dell’assessore alla Cultura e Toponomastica, Giuseppe Carrabino, del presidente del Consiglio comunale, Marco Stella, di Salvatore Romano, presidente della Società di storia patria, , di Giovanni Saraceno, figlio dell’ex sindaco  e di Salvatore Ricciardini, autore di una biografica del sindaco.  Presenti la sorella e i nipoti dell’ex sindaco, delegazioni di alunni delle scuole augustane,  un’immagine della manifestazione del 28 dicembre 1960 è stata donata dal presidente dell’associazione filantropica “Umberto I” Mimmo Di Franco e

“Quest’atto già esitato dalla precedente amministrazione di Pietro che abbiamo fatto nostro portando avanti anche in collaborazione con altri enti ed istituzioni  della città e che per volere della famiglia viene attuato nella giornata odierna e si inseriamo nel percorso di ricostruzione della nostra identità”- ha detto Carrabino,  “per noi è motivo di onore per due volte poter ospitare la figura di quest’uomo, che è stato anche dirigente sindacalista e ha partecipato  e vissuto le problematiche del mondo del lavoro  e che quel giorno (28 dicembre 1960) era vice sindaco perchè quel giorno il sindaco fu vittima di un incidente al braccio, diventerà sindaco il primo luglio del 1961”, come ha ricordato il presidente della Società augustana di storia patria  Romano, che ha donato l’epigrafe di via Garibaldi di fronte la chiesa dell’Annunziata.

Ricciardini, che conobbe bene Saraceno  ha ricordato la sua lunga attività di presidente del consorzio dell’area di sviluppo industriale, sindacalista della Uil, più volte assessore e poi sindaco nel 1961: “fu un capo trascinatore che suscitò  entusiasmo in chi stava attorno a lui e con lui lottava insieme” – ha affermato

Stella è tornato indietro nel tempo quando da giovanissimo, già a 14 anni segretario del Fronte della Gioventù,  faceva già  politica e il riferimento e il sogno di “noi ragazzi era diventare come il sindaco Giovanni Saraceno”, pur non avendolo conosciuto.

Il figlio Carmelo  ha ricordato, tra gli altri,  anche la figura di Saraceno padre, in particolare di due momenti: “quando cucinava la caponata e la cucinava bene e il suo abbraccio il giorno della mia laurea, quando  mi ha trasmesso la sua soddisfazione”, e quando prima di morire ma già malato, “ha continuato a servire la città e i lavoratori”.

 “Che noi si possa trovare ispirazione nel suo coraggio e nella sua determinazione, nel suo ardente spirito di servizio, nel suo indomito  slancio ideale e tenere sempre a mente che ogni azione ed esistenza non appartiene solo a noi stessi, che non è individuale il senso del vivere umano”– ha concluso la nipote Simona.

 


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