È sostenuto da tre liste civiche di centro, “Civica per Augusta”, “Nuovo patto per Augusta” e “Augusta 2020”. Dopo tre mandati, il primo dei quali durato un anno appena e che risale addirittura al 1993, quando i sindaci venivano eletti dal consiglio comunale, Pippo Gulino, radiologo augustano, ieri sera ha ufficializzato la sua corsa a sindaco alle amministrative del 4 e 5 ottobre. Lo ha fatto con una conferenza stampa nella sede del comitato elettorale di via Lungomare Rossini, nella quale ha spiegato che la decisione di scendere in campo, dopo diversi anni di lontananza dalla scena politica e anche e qualche guaio giudiziario con i suoi 38 processi – che lui stesso ha ricordato – è dettata dalla voglia di fare qualcosa ancora di buono per il suo territorio.
“Non ho alcun interesse personale da concretizzare con la politica. E una specie di riscatto, per verificare quello che per cui mi sono speso in passato. Per me la politica è un servizio per migliorare la vita di tutti noi, non devo raggiungere nient’altro nella vita, anche perché sono un medico affermato e ho due figli che non hanno problemi” – ha detto ieri davanti ai giornalisti, ma anche a una platea numerosa di vecchi amici, tra cui qualche suo ex assessore, consiglieri “vecchi” ed attuali come i tre di Augusta 2020 Marco Niciforo, Vincenzo Canigiula e Salvatore Errante tra i primi sostenitori.
Non ha nessun timore di essere classificato come il “vecchio che avanza”, tant’è che lo slogan che compare su suoi manifesti elettorali è proprio “il sindaco che conosci” e che la conferenza stampa è stata incentrata, per buona parte sul passato, quando il “sindaco delle piazzette”, appellativo con cui viene spesso identificato e che lui stesso ha citato fu eletto da “21 consiglieri comunali che ribaltarono un sistema di potere che era consolidato”, per poi essere rieletto, invece, nel 1994 e nel 1998 dagli augustani dopo che cambiò la legge. Ha ricordato gli interventi post terremoto del ’90, quando “il cimitero era semidistrutto e abbiamo dovuto rifarlo anche con atteggiamenti spericolati perché non c’erano i fondi”, l’apertura del viadotto Federico II come via di fuga in caso di sisma e l’avvio della costruzione del depuratore “con la realizzazione di vasche ed adduzione principale all’impianto con circa 8 miliardi delle vecchie lire, ma poi finirono i soldi perché la Regione non continuò a erogare i fondi”.
Tra le priorità del suo programma elettorale ha genericamente parlato di ambiente e depurazione, sanità e ospedale, cultura e sport, mentre ha sottolineato che sarà importante “rimpinguare la pianta organica comunale perché, senza, nessun punto del programma potrà essere realizzato. Vedremo poi se con concorsi o incarichi a scavalco”.
“Come potrei io accettare il sostegno di un sistema di cui sono stato una delle vittime principali” ha poi detto rispondendo ad una domanda sull’ipotesi, avanzata da qualcuno, che dietro il suo nome ci possa essere l’ombra del cosiddetto “Sistema Siracusa”. Sull’attuale amministrazione a 5 stelle ha fatto ricorso al “far play elettorale che mi impedisce di andare oltre ad un certo limite” dicendo solo che “non è stata certo un’amministrazione che ha brillato per le iniziative non ricordo un’ opera importante”, ha affermato mentre sui rapporti con il Pd, dove si sarebbe una fetta di sostenitori ha dichiarato: “non penso che abbia una rappresentanza, aspettiamo che questo partito si connoti in qualche maniera e abbia una sua identità e poi insieme alle forze che mi sostengono si andranno a fare i discorsi. Anche perchè la mia coalizione è di centro ed è fuori dai partiti”, ha asserito.
Ad ascoltarlo seduta poco distante c’era Milena Contento, ex vicepresidente provinciale del Pd, che lo sostiene così come, ma senza simbolo di partito, anche Paolo Amato, ex coordinatore zona nord di Forza Italia che con il gruppo della civica Noi per Augusta e rappresentanti dell’Udc nei mesi scorsi aveva annunciato un’alleanza in vista delle amministrative. C’era anche Marco Bertoni, coordinatore regionale dei Gilet arancioni, che deve aver trovato in Gulino il candidato che cercava e dunque non si candiderà in prima persona a sindaco come invece aveva ipotizzato durante una conferenza stampa.