Augusta, “Verità per Giulio Regeni”. La chiedono anche gli studenti del Ruiz

Gli studenti augustani si sono ritrovati nell’aula magna della scuola per un momento di riflessione guidati dalla docente di lettere Stefania Anfuso

Hanno esposto lo striscione giallo con la scritta “Verità per Giulio Regeni” sulla facciata della scuola per offrire anche uno stimolo visivo a portare avanti la battaglia civile in difesa dei diritti umani e non dimenticare la triste storia del ricercatore italiano barbaramente torturato in Egitto nel 2016 gli studenti delle quarte dell’istituto Ruiz che, per il secondo anno consecutivo, hanno aderito all’iniziativa promossa da Amnesty International che sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione perchè venga fatta luce sulla tragica morte del giovane, ritrovato senza vita e orrenda-mente torturato, il 3 febbraio di 4 anni fa. Quella verità che poi è quanto, da sempre, e anche in questi giorni sono tornati a chiedere con insistenza i genitori di Giulio che, insieme all’avvocato, sono stati ascoltati martedì in audizione dalla Commissione d’Inchiesta nata proprio per fare chiarezza sul caso.

Gli studenti augustani si sono così ritrovati nell’aula magna della scuola per un momento di riflessione, guidati dalla docente di Lettere Stefania Anfuso che ha ripercorso i momenti salienti della tragedia personale di Giulio e del popolo egiziano, privato delle libertà personali dal regime dittatoriale che lo governa, anche attraverso un video di Amnesty international. E la lettura da parte della studentessa Paola Cardile di IV AT, della toccante lettera che i genitori di Giulio hanno scritto al presidente egiziano Al Sisi. “Purtroppo a distanza di quattro anni le autorità egiziane si ostinano a non rivelare i nomi di chi ha ordinato, eseguito, coperto il sequestro, la tortura e l’omicidio di Giulio, che resta impunito. Per questo la battaglia in nome della verità e del rispetto dei diritti inalienabili di tutti gli uomini deve continuare” – ha detto la docente.

Abbiamo aderito all’iniziativa – ha spiegato la dirigente Maria Concetta Castorina – per condannare con forza ogni forma di tortura e di violenza. Vedere le scuole in primo piano nella ricerca della giustizia deve essere d’esempio per tutti, affinché venga fatta luce su questo crimine”.

Alla fine gli studenti sono stati immortalati in una foto con lo striscione che chiede ancora una volta verità per Giulio Regeni e la foto farà parte dell’iniziativa #4annisenzagiulio sul sito e sui canali social di Amnesty international.

 


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