Il deputato regionale del M5S, Stefano Zito, ha così chiesto la convocazione della commissione Ambiente e Territorio dell’Ars per avere chiarimenti sulla possibilità di coesistenza di tre impianti e la verifica del rispetto delle procedure di autorizzazione alla realizzazione degli stessi con l’audizione dell’assessorato al Territorio e all’Energia, del sindaco del Comune di Augusta, del direttore di Arpa di Siracusa e del commissario del Libero consorzio.
In contrada San Cusumano, ad Augusta, infatti, sta nascendo un condominio accanto a un appartamento. Anzi, di più, un mega residence di fianco a un monolocale. Ecco, questa più o meno la portata dei due mega impianti che rischiano di nascere nella stessa particella catastale di un altro, già esistente, notevolmente più piccolo. Tutti e tre in contrada San Cusumano e destinati al trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non.
Uno autorizzato da anni, la Intec sud, con giudizio di compatibilità positivo per il rilascio della Via nel 2009 e con Aia rilasciata e valida fino a giugno 2020 per il trattamento di 30 mila tonnellate annue. Gli altri… a buon punto ma con una portata 10 volte superiore. Uno – Rigenia – autorizzato dalla Regione e con un ricorso pendente al Tar da parte di Intec che sarà discusso a breve (udienza prevista il 16 luglio). L’altro – Megara – che ha chiesto il rilascio delle autorizzazioni ambientali ma sempre Intec si è opposta al procedimento in corso.
Ecco perché quegli enti convocati, perché alle conferenze dei servizi alla fine i due impianti più grandi hanno avuto il via libera e il Comune di Augusta non si è opposta a Rigenia entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione della Via Vas che impediscono di fatto a rivalersi in sede giuridica perché troppo in ritardo nei procedimenti istituzionali previsti per legge. L’assessore all’Ambiente Danilo Pulvirenti dice di essere l’unico ad aver negato l’autorizzazione in conferenza dei servizi, ma i responsabili di Intec sud non si trovano d’accordo e ricordano un parere positivo espresso dal dirigente Pedalino. Le carte sono a Palermo.
Nessuna opposizione, di certo, su Megara. Anche se proprio il Comune qui potrebbe inserirsi eccependo le distanze, cosa che non è stata fatta per Rigenia. E intanto ancora da Intec Sud confermano di voler aspettare l’esito del ricorso al Tar e dell’opposizione a Palermo dicendosi pronti in caso contrario a procedere con la richiesta di risarcimenti danni nei confronti di tutti gli enti che non hanno considerato la distanza tra i tre impianti equivalenti, uno accanto all’altro.
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