Augusta, una pizzeria davanti al golfo canale, Imu e abusivismo. Schermi: “Meno chiacchiere e più fatti”

I temi sono stati illustrati dal consigliere di opposizione che si chiede anche dove siano finiti i consiglieri il cui compito è quello di vigilare

Non solo un progetto per un pontile galleggiante nello specchio d’acqua del golfo canale a Brucoli, un altro per la recinzione con muretto al momento bloccato dal Cga nello stesso terreno privato, in un’area di interesse paesaggistico della fascia costiera brucolana, al confine con un’area marina già Sic, ovvero sito di interesse comunitario, da qualche settimana anche Zsc, zona speciale di conservazione dove ci sarebbe anche un terzo progetto per bar- pizzeria con annessi uffici. È la “scoperta” fatta dal consigliere comunale di Diem 25 Giuseppe Schermi di cui ha parlato ieri pomeriggio, durante una conferenza stampa che si è svolta nella sede della Lega navale al borgo marinaro in cui sono stati trattati anche i temi dell’abusivismo, dell’Imu e del Piano regolatore del porto.

“L’anno scorso ci fu una levata di scudi della comunità brucolana di fonte alla realizzazione del muretto che – ha affermato Schermi – chiudeva l’accesso. Poi ci fu una fase in cui si parlò del pontile e non si è saputo più nulla, ora si scopre che c’era già, e il Comune lo conosceva perché protocollata a marzo 2019 e poi una seconda volta a febbraio di quest’anno, un’autorizzazione paesaggistica favorevole della Sovrintendenza di Siracusa alla realizzazione di 200 metri quadrati tra uffici, bar e pizzeria. E la copertura di tutta quell’area di quasi mille metri quadrati con strutture in legno amovibili”. Il progetto, cosi come quello del pontile e delle recinzione, sarebbero sempre della stessa società di Villasmundo proprietario del terreno privato, ma che ricade in un fiordo di interesse naturalistico, da qui Schermi l’ex vicesindaco ha preso lo spunto per fare, inoltre, quella che lui stesso ha chiamato “operazione trasparenza” per far sapere ai cittadini, a suo dire, come funziona se ci si vuole fare una casa al mare, avere la propria discesa a mare privata e una piscina a meno di 50 metri dal mare. Atti che andrebbero controllati con attenzione per evitare abusi.

Si comincia dicendo che – ha spiegato – siccome vengono sversati nel proprio terreno rifiuti tossici ed eternit è necessario chiudere per sicurezza con un muro, si presenta una pratica spezzettando il progetto complessivo. Se non si ottiene l’autorizzazione si può sempre pagare un obolo e vederlo poi sanato, visto che non si fanno le demolizioni, poi si inizia con le autocertificazioni sulla regolarità di quello che si sta facendo. Si dice che si deve realizzare una vasca di raccolta di acqua piovana interrata, si alza il muro almeno di due metri, a ridosso si fa la vasca che è la base della piscina, poi al momento opportuno la sia apre e si riempie. Inoltre si trovano delle pietre vecchie da sistemare, come se si trattasse dei resti di una vecchia casa preesistente e si deve, dunque, fare la manutenzione straordinaria” ha continuato sostenendo che ha verificato due casi per le quali già ci sono le segnalazioni alla Procura e che si continua a chiudere accessi a mare e a ignorare le segnalazioni. Anche perché c’è una grave carenza di personale al settore edilizia della polizia municipale, che “consta di un solo ispettore che non ha neanche a disposizione una macchina per fare i sopralluoghi, mentre nella pianta organica sono previste 5 unità”.

Sull’Imu, invece, che approderà lunedì a palazzo san Biagio per la discussione dell’aliquota che, secondo la proposta dell’Ente, dovrebbe essere mantenuta al massimo (10, 6 per mille), com’è già dal 2013 l’ex vicesindaco 5 stelle  ha sostenuto che  “non ci sono più i vincoli del dissesto quest’anno, sarebbe stata l’occasione per dare da subito uno sollievo ai cittadini invece  si sta proponendo il mantenimento dell’aliquota – ha affermato – ho chiesto che il rifinanziamento dei mutui, un’ azione nazionale prevista ed offerta agli enti locali per l’emergenza covid, pari ad un milione e mezzo, sia dedicato interamente all’ abbattimento dell’Imu con la sola eccezione delle categorie D che sono gli stabilimenti industriali. Ho sentito in commissione Bilancio una sorta di accanimento verso i proprietari di seconde case, ad Augusta molti cittadini hanno abbandonato le case inagibili del centro dopo il terremoto del ’90 per trasferirsi nelle seconde case, che poi sono diventate le prime case. Finiamola di fare la lotta ai fantasmi”.

A proposito, infine, del nuovo piano regolatore del porto di cui l’Autorità portuale ha già trasmesso ad aprile ai 4 comuni interessati (Augusta, Priolo, Melilli e Catania) il documento di pianificazione strategica di sistema (Dpss) già preannunciato ieri, il consigliere di opposizione ha sottolineato che mentre “Catania ha girato il documento alle commissioni competenti ad Augusta non se n’è ancora parlato ed è rimasto in qualche cassetto. La domanda che – ha proseguito – spero troverà una risposta in consiglio è che non se ne parla forse perché l’Autorità portuale ha presentato la richiesta di estendere i propri confini fino al Faro Santa Croce? Questo significherebbe delegare le proprie competenze dall’ambito locale, come sviluppo della città per trasferirle all’ambito nazionale agli interessi strettamente legati al trasporto e non tanto al turismo. Spero ci sia la discussione in consiglio”.


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