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Augusta, un protocollo per effettuare in sicurezza Tso e Aso. “Fuori coro” scrive a sindaco e comandante dei vigili

La lettera dopo l’aggressione della scorsa settimana a tre agenti che tentavano di effettuare un accertamento sanitario obbligatorio ad un cinquantenne augustano

“Quanto accaduto ad Augusta evidenzia come rimanga ancora irrisolto il problema degli interventi sugli accertamenti e sui trattamenti sanitari obbligatori. Corsi pratici e lezioni teoriche non risolvono la questione, manca un protocollo unico e generale che dia le giuste “regole di ingaggio” e gli strumenti per intervenire in sicurezza, sia per quella dell’individuo da trattare ma soprattutto per la nostra.

E’ quanto sostengono più di 500 agenti di polizia municipali di tutta Italia che fanno parte  di “Fuori coro”, una compagine di ufficiali ed agenti della Polizia locale appartenenti a vari Comuni d’Italia, che intervengono dopo l’episodio della scorsa settimana che ha visto finire al Pronto soccorso tre agenti di Polizia municipale, rimasti lievemente feriti. I vigili, nel tentativo di effettuare un  accertamento sanitario obbligatorio ad un uomo con problemi psichici, sono stati aggrediti perfino con una sedia di un bar lanciata contro, dal cinquantenne che appena li ha visti è andato in escandescenze per poi essere affidato, non senza difficoltà’, alle cure psichiatriche.

Il gruppo si definisce non politicizzato e afferma di non fare “attività sindacale, siamo solo uniti dalla passione per il nostro lavoro per il quale promuoviamo iniziative ed attività volte al riconoscimento della nostra categoria spesso sottostimata e poco apprezzata”– si legge in  una lettera inviata al sindaco,  al comandante dei vigili urbani e, per conoscenza, anche al presidente della Regione in cui si solleva la questione, spesso sottovalutata ma non certo di poco conto, che riguarda la sicurezza degli stessi agenti di polizia municipale che intervengono, senza tutele, in situazioni molto difficili.

“Spesso siamo sempre noi agenti della locale che finiamo al Pronto soccorso per farci suturare tagli, o per farci medicare visto che – prosegue la nota- si interviene il più delle volte senza dotazioni oppure con dotazioni individuali di nostra proprietà personale. Questo succede e non è la prima volta che il Fuori coro ribadisce la necessità di avere delle regole precise per i casi di intervento su Aso  e Tso. Poco o niente è cambiato. Nulla a livello legislativo nazionale e poco a livello diciamo, locale. Pochi comandi infatti hanno dotato i propri agenti di guanti antitaglio, caschi e tutte le protezioni necessarie a garantire la sicurezza dei propri agenti. Attendendo che ci siano a breve sviluppi e migliorie che ci facciano sperare di poter operare in sicurezza, – concludono- vogliamo esprimere la nostra solidarietà ed i nostri migliori auguri di pronta guarigione ai colleghi intervenuti in questo ennesimo problematico Aso”.

La nota è firmata da più di 500 agenti di polizia locale provenienti non solo dalla Sicilia come  Agrigento, Floridia, Noto, Buccheri, Messina, Carlentini Caltanissetta, San Giovanni la Punta,  Modica, ma anche dal resto di Italia tra cui Molfetta, Lucca, Como, Bologna, Brindisi, Bergamo, Reggio Calabria, Livorno, L’Aquila, Portici Comacchio e Riccione, solo per citarne alcuni.


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