Augusta, ufficio postale chiuso e disagi, Di Mare scrive a Regione, Prefettura e Poste italiane: “va riaperto subito”

Da quasi un mese l’unico ufficio del centro storico è chiuso, costringendo i residenti soprattutto anziani che devono ritirare la pensione a spostarsi in Borgata, dove l’unica agenzia, tra l’altro, è molto più  piccola

“In una situazione di profondo disagio come quella che stiamo vivendo con l’emergenza sanitaria in atto la chiusura a tempo indeterminato della sede di via X Ottobre 27 delle Poste porta un grave danno e disagio alla nostra comunità”. Lo dice il consigliere comunale di per augusta Peppe Di Mare che ritiene sbagliata e pericolosa la scelta effettuata quasi un mese fa dalla direzione di Poste italiane che  ha chiuso l’ufficio postale principale che, tra l’altro, è il più grande dei tre esistenti nel territorio ed è dotata di tutti gli spazi esterni e interni necessari per contenere la diffusione del covid-19. Per questo ha inviato  una nota al presidente della Regione e  al Prefetto di Siracusa per informarli del disagio e del pericolo sanitario e ha chiesto a Poste Italiane l’immediata riapertura degli uffici per mantenere un servizio essenziale di pubblica utilità.

Con questa inspiegabile scelta si mette a rischio la salute di dipendenti e utenti – afferma Di Mare – l’atteggiamento di Poste italiane è contradditorio, da un lato afferma che gli uffici postali dovranno adeguarsi alle giuste misure restringenti dettate dal Governo, lavorando in modo più limitato a causa del pericolo di contagio da covid-19 ed evitando che tali uffici diventino luoghi di assembramento. E allo stesso tempo chiudendo la sede centrale della Posta di Augusta e mantenendo la piccola agenzia del quartiere Borgata, priva di spazi si creano proprio quelle situazioni da evitare. Ancora una volta la nostra città subisce scelte senza che gli organi competenti difendano la collettività con l’autorità propria di chi ricopre ruoli di vertice istituzionali”.

Per il consigliere comunale nell’unico ufficio postale rimasto aperto in via Lavaggi risulta impossibile per i cittadini rispettare le misure di sicurezza sia all’interno sia soprattutto all’esterno. “A poco importa l’ingresso limitato e/o scaglionato dentro l’ufficio considerato il fatto che fuori – prosegue – si creano code e assembramenti ad oggi vietati dalla legge. Le stesse misure di distanziamento sociale risultano di difficile attuazione dagli stessi dipendenti in locali così piccoli”.

Inoltre, problema non di poco conto, con la chiusura dell’ufficio centrale di via X Ottobre gli abitanti del centro storico, anche e soprattutto  anziani soli, per il ritiro della pensione e il pagamento delle utenze sono costrette a recarsi in un zona opposta rispetto a quella di residenza,  “una scelta che di fatto porta a violazioni costanti delle norme governative in materia di spostamenti e assembramenti e molto più crea grave disagio sociale per gli anziani, soprattutto, che – conclude – non possono se non hanno chi li accompagna recarsi in un luogo distante e stare fuori dallo stesso ufficio in piedi alla mercé delle condizioni meteorologiche e si ribadisce senza alcun distanziamento sociale. Inoltre non tutte le operazioni sono fattibili nell’ufficio postale rimasto aperto”.


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