Ultime news

Augusta, tre impianti vicini per lo smaltimento dei rifiuti liquidi: il Tar di Catania si esprimerà il 22 febbraio

Lo hanno reso noto questa mattina i vertici della “Intec”, l'unico impianto esistente  che ha presentato ricorso con la “Rigenia”

Tre gli impianti di smaltimento dei rifiuti liquidi nella zona industriale di Augusta di contrada San Cusumano. Uno quello della Intec sud, esiste già da luglio 2016 e ha presentato ricorso al Tar di Catania contro la società “Rigenia”, autorizzata alla realizzazione di un impianto ancora non costruito per un portata di dieci volte superiore  – 250 mila metri cubi contro i 3.000 della Intec – a una distanza di 140 metri, quando il decreto ministeriale del 2015 prevede almeno una distanza di un chilometro.

Questa mattina il presidente e rappresentante legale della Intec sud, Gianluca Magrì, il responsabile del settore commerciale Carmelo Parrino e il direttore tecnico Salvatore Sipala hanno illustrato  le ragioni del ricorso, auspicando che il Comune di Augusta si “attivi per evitare che la Regione possa consentire il rilascio di autorizzazioni a impianti equivalenti l’uno accanto all’altro in violazione delle norme sulla distanza costituendo così un precedente”.

Nel territorio già esiste l’unico impianto dei tre previsti che trasforma i rifiuti in acqua e fanghi, l’azienda insiste da due anni e dà occupazione a sette persone – hanno detto durante la conferenza i responsabili della Intec – C’è un decreto ministeriale del 2015 in merito alle distanze, secondo cui un altro impianto equivalente non può nascere a una distanza inferiore al chilometro, la norma si ispira al principio generale di precauzione della concentrazione di impianti e al principio di chi inquina paga, perchè queste distanze non consentirebbero all’Ente accertatore di individuare il soggetto responsabile di eventuali emissioni atmosferiche. E invece la Rigenia è stata autorizzata dall’assessorato regionale al Territorio e Ambiente a una distanza di 140 metri. Abbiamo già sollevato la questione quando abbiamo scoperto, per caso, che il secondo impianto aveva ottenuto la Via, la Valutazione di impatto ambientale, necessaria per poter poi avviare l’iter autorizzativo arrivato poi successivamente con l’Aia. Abbiamo presentato una richiesta al Tar per la sospensiva della Via. Dopo una prima udienza a luglio 2016m in cui non c’è stata data una risposta, la data dell’udienza di merito è stata fissata per il 22 febbraio. Avevamo anche presentato una richiesta di ritiro, in autotutela, all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che ci ha risposto che siccome il polo petrolchimico di Siracusa è già devastato da tutta una serie di attività industriali e che esistono altre attività simili come discariche anche  a Lentini, Siracusa e Melilli, allora può esistere un’altra attività industriale”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni