Cultura

Augusta, Torre Avalos, Cuba, Magnisi e Scibini nel racconto di appassionati di storia

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“Torri costiere nell’area siracusana dal periodo spagnolo alla Seconda guerra mondiale”. È stato questo il tema dell’ incontro che si è svolto, nei giorni scorsi, promosso dal Centro studi storici militari Augusta (Cssma) in collaborazione con l’associazione culturale Lamba Doria di Siracusa e il circolo filantropico Umberto I e che ha puntato i riflettori per quanto riguarda Augusta su Torre Avolos, realizzata dal Viceré di Sicilia Ferdinando di Avalos, marchese di Pescara nel 1570 per incrementare le difese del porto di Augusta.

Della struttura ha parlato Domenico Paci che ha ricordato la sua doppia funzione, difensiva visto che  ospitava quaranta cannoni da fortezza ed una di avvistamento e di segnalazione con una torre elicoidale per favorire l’avvistamento ed ospitare in sommità una lanterna. “La torre venne distrutta una prima volta dai francesi quando alla fine della loro breve permanenza abbandonarono Augusta nel 1678 – ha ricordato -. Venne ricostruita dagli spagnoli  nel 1681 ma il terremoto del 1693 che colpì la Sicilia sud orientale, la fece nuovamente crollare. Nel 1736 la torre assunse una funzione doganale, pur tuttavia non perse la sua efficienza militare. Nel 1823, lo scoppio accidentale della polveriera mutilò il forte lungo il semiarco di ponente, mai più ricostruito”.

Rievocati anche tre episodi che si verificarono durante la seconda guerra mondiale proprio a Torre Avalos tra il 1940 e il  1943.

Sulla Torre Magnisi, situata nell’ omonima   penisola, a Priolo ha relazionato Marinella Tino che ha ricordato che  il primo documento certo di un progetto di difesa costiera affidato alle torri risale al 1402 quando il re aragonese Martino I di Sicilia diede ordine di restaurare le torri esistenti e di costruirne altre lungo le coste siciliane, a difesa della pirateria. Nel litorale sud-orientale tra le nuove torri venne compresa anche la Torre sulla penisola di Magnisi, ma la costruzione della Torre Magnisi risale tuttavia al primo decennio dell’Ottocento, quando la Sicilia minacciata da Napoleone, divenne un protettorato inglese. Nel corso della Seconda guerra mondiale venne utilizzata dalla Regia Marina come osservatorio di artiglieria, nei suoi pressi vi era la Batteria A.S. 361, con funzione di difesa antiaerea ed antinave.

Le vicende di Torre Cuba, storico manufatto militare di epoca spagnola situata nel comune di Cassibile, è invece stata al centro della relazione di Lorenzo Bovi che si è soffermato in particolar modo sulla funzione che tale torre ha avuto nel Secondo conflitto mondiale, durante l’occupazione inglese, allorquando venne destinata a torre di controllo delle tre piste di atterraggio realizzata nei pressi. (che permettevano il decollo e l’atterraggio con quattro condizioni di vento possibili) e una più piccola per aerei da ricognizione. La torre presenta oggi una struttura diversa rispetto a quella riportata in alcune foto del periodo bellico, priva della parte superiore per via di un crollo verificatosi nel 1956 durante un uragano. Ciò ha reso difficile la sua esatta identificazione effettuata nel 2012 ad opera dello stesso Bovi.

Ha concluso la conferenza Alberto Moscuzza che ha descritto la storia di Torre Xibini o Scibini di Pachino, la cui costruzione viene fatta risalire al 1300, e completata dopo il suo rifacimento del 1494. La torre Scibini aveva anch’essa una funzione d’avvistamento per la sicurezza dell’entroterra, ospitava una guarnigione di uomini armati, assoldati dal barone , ed a sua volta serviva per rifugio dei servitori del barone, ed i contadini con le loro famiglie.  Subì le conseguenze del terremoto del 1693, per cui rimase in piedi la sola parte posta a levante. Durante il secondo conflitto mondiale attorno alla Torre vennero costruite tre casematte/fortini in calcestruzzo. Moscuzza ha ricordato il sacrifico di dodici soldati italiani che, la sera del 9 luglio 1943, qui caddero, falciati dal mitragliamento di tre aerei nemici.