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Augusta, “Terra sacrificata. Giustizia, ambiente e salute nel quadrilatero industriale”, incontro all’Adonai

Organizzato dall'Ecole Urbaine de Lyon - Université de Lyon (Francia), con la partecipazione di Don Palmiro Prisutto e del Comitato Stop Veleni prevede l’intervento (in streaming) dell'ex pretore Condorelli

“Terra sacrificata. Giustizia, ambiente e salute nel quadrilatero industriale”. È il tema dell’incontro pubblico organizzato dall’Ecole urbaine de Lyon – Université de Lyon (Francia), con la partecipazione di don Palmiro Prisutto e del Comitato Stop veleni,  che si terrà domani pomeriggio al santuario della Madonna dell’Adonai di Brucoli a partire dalle 18.

L’incontro nasce dall’esigenza di rimettere al centro del dibattito il problema dell’inquinamento e delle sue conseguenze a nord di Siracusa: “dal 1949 il territorio compreso fra Siracusa e Augusta – si legge in una nota – è stato oggetto di un intenso processo di industrializzazione che ha portato alla creazione di uno dei più importanti poli petrolchimici d’Europa. Settant’anni dopo, le raffinerie costituiscono ancora un elemento chiave del territorio da un punto di vista economico, occupazionale, ma anche socio-culturale e politico. Il rovescio della medaglia è costituito purtroppo da un grave problema ambientale e sanitario che, a partire dagli anni Settanta, è stato attestato a più riprese da numerose inchieste, perizie e studi scientifici. Nonostante l’esistenza di dati certi, nonostante un degrado ambientale evidente e manifesto, il caso del quadrilatero industriale Siracusa-Augusta-Priolo-Melilli resta sconosciuto ai più. Anche a livello locale, a causa di un fortissimo ricatto occupazionale, la questione ambientale e sanitaria viene portata avanti unicamente da un ristretto numero di donne, uomini e associazioni che strenuamente cercano di combattere il negazionismo delle istituzioni locali e la passività – talvolta anche l’aperta ostilità – dei loro concittadini”.

Gli organizzatori si chiedono “perché, nonostante le evidenze, è ancora così difficile parlare di giustizia ambientale? Il ricatto occupazionale è sufficiente a spiegare la passività, la rassegnazione, la paura, ma talvolta anche la complicità di una parte importante della popolazione? Perché, qui più che altrove, non è possibile reclamare il diritto ad un avvenire migliore, il diritto a vivere in un ambiente sano?”.

Domande a cui si proverà a dare una risposta all’incontro introdotto da Alfonso Pinto, geografo e documentarista, responsabile del progetto scientifico e multimediale Toxic Sicily e  da Giuseppina Nanè del Comitato stop veleni, interverranno in diretta streaming Antonino Condorelli, ex procuratore generale della Corte d’Appello del tribunale di Venezia ed ex pretore di Augusta, Liliana Cori e Fabrizio Bianchi, dell’istituto di Fisiologia clinica del  Cnr di Pisa, Silvia Ruggieri e Gaspare Drago, responsabili della coorte “Neho”, istituto per la Ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle Ricerche di  Palermo.

La seconda parte sarà dedicata alla “giustizia ambientale e impegno civico” con Cinzia di Modica, portavoce del Comitato stop veleni di Augusta, don Palmiro Prisutto, sacerdote che si batte per la difesa dell’ ambiente ed Enzo Parisi, di Legambiente Augusta.  Seguirà la presentazione del lavoro fotografico “Terra mala#2. La Sicilia dei veleni”, alla presenza dell’autore Stefano Schirato, fotografo, reporter, insegnante di fotografia membro della Leica Academy e il dibattito


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