Augusta, stipendi non pagati e inadempienze contrattuali. Scioperano le educatrici dell’asilo nido della Marina militare

Le educatrici stamattina hanno stazionato davanti all’asilo e continueranno a non lavorare fino a quando non si risolverà la questione

Sciopero ad oltranza, a partire da oggi, delle lavoratrici, che prestano servizio all’asilo nido “Pasquale Simone Neri” della Marina militare, che si trova dentro il comprensorio abitativo di Campo palma, alla Borgata. E la cui gestione, dallo scorso settembre, è passata alla cooperativa sociale “Giocando insieme”, della provincia di Potenza che si è aggiudicata il servizio. Una decina di educatrici, per bambini dai 4 ai 36 mesi,  che in passato avevano lavorato con una precedente cooperativa che aveva gestito il servizio per i precedenti dieci anni, stamattina hanno presidiato il loro luogo di lavoro e hanno incrociato le braccia per protesta sia per non aver ancora ricevuto le spettanza degli ultimi tre mesi, ma anche per problemi legati al contratto. “Fin dai primi giorni ci sono stati problemi sugli aspetti contrattuali e organizzativi di tutto il personale precedentemente interessato avente titolo, in quanto già previsto nella clausola sociale indicata nel capitolato d’appalto e di cui la cooperativa aveva già ampia conoscenza – ha commentato Salvatore Corso, segretario provinciale della federazione terziaria dell’Ugl – Ad oggi malgrado svariate interlocuzioni non è stato possibile raggiungere alcuna intesa con la cooperativa, che continua ad assumere atteggiamenti vessatori e intimidatori degne del peggiore caporalato nei confronti delle lavoratrici interessate, oltre alla mancata applicazione delle norme previste dal Contratto collettivo nazionale di lavoro delle cooperative sociali”.

La situazione è già stata segnalata alla Marina militare, ente appaltante che, anche su sollecitazione del sindacato, ha promosso un incontro invitando la cooperativa ad aprire un dialogo costruttivo con il sindacato e allo stesso tempo pagare subito almeno le spettanze di settembre in favore delle lavoratrici, ma l’incontro non ha sortito l’effetto sperato e la “cooperativa ha continuato ad aver la stessa condotta nonostante abbia sottoscritto un accordo con il sindacato, che avrebbe dovuto assumere i connotati di una intesa che portasse alla risoluzione dei problemi. Abbiamo già invitato la Marina –ha concluso Corso- ai sensi di quanto previsto dall’articolo 1676 del codice civile, a tutelare le somme maturate dovute alle lavoratrici e ad operare gli opportuni approfondimenti a tutela della corretta applicazione nel rispetto delle norme contrattuali e di legge”

Sulle vicenda la Fisascat Cisl parla anche di una serie di inadempienze contrattuali “sottoposte anche alla committente. Abbiamo inviato una lettera all’azienda e a Marisicilia – ha fatto sapere Teresa Pintacorona, segretario generale della Fisascat Cisl Ragusa Siracusa – per stigmatizzare quanto avvenuto in queste ultime settimane. L’azienda, contravvenendo alle più elementari regole in materia di tutela dei dati sensibili, ha diffuso i prospetti paga di tutti i lavoratori che non hanno ancora percepito nessuna spettanza dal momento dell’assunzione e l’azienda sta cercando di far sottoscrivere un contratto che contravviene gli accordi siglati anche davanti all’ispettorato del lavoro. Riteniamo tutto questo assai grave – ha concluso la segretaria della Fisascat – e abbiamo chiesto a Marisicilia una verifica attenta e, qualora continuasse questo atteggiamento, di valutare la rescissione del contratto con la cooperativa in questione.”


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