“Il Consiglio comunale si esprima sull’obbligo, anche per il Comune di Augusta, di aprire uno Sprar per migranti nel territorio e sappia che, se si continua a dire no, potremmo ritrovarci con i Cas, i centri di accoglienza straordinaria che la prefettura potrebbe aprire d’imperio”. È quanto afferma il sindaco Cettina Di Pietro che ha chiesto e ottenuto, dal presidente del consiglio comunale, di inserire all’ordine del giorno del consiglio comunale monotematico in programma oggi, alle 18, a palazzo san Biagio anche la questione relativa all’obbligo, per il Comune megarese, di aprire uno Spar, ovvero un centro di seconda accoglienza per 149 migranti.
L’obbligo scaturisce dall’accordo, siglato nei mesi scorsi, tra Anci e ministero dell’Interno sulla distribuzione di quote di immigrati nei centri di seconda accoglienza per ogni comune italiano e in base alla popolazione.
Il primo cittadino, già all’indomani di quell’ accordo ha sempre detto “no” all’apertura di uno Sprar nel territorio comunale in considerazione del fatto che Augusta, negli ultimi anni, è stato il primo punto di sbarco per migranti in Italia, con il conseguente coinvolgimento degli uffici dei Servizi sociali che, per questo, già sono oberati di lavoro nelle procedure amministrative dell’accoglienza al porto e nella collocazione dei minori non accompagnati. Di Pietro ha chiesto di rivedere l’accordo escludendo dall’obbligo i porti come Augusta che già si occupano dell’accoglienza o anche i territori che hanno già centri per migranti e hanno già iniziato l’accoglienza prima e si verrebbero a trovare in una situazione di sovraccarico.
Considerato che però la norma non è stata modificata vige sempre l’obbligo per il Comune megarese di aprire uno Sprar e da qui la richiesta del sindaco che la città, attraverso il Consiglio comunale possa esprimersi sulla vicenda in maniera chiara.
“A mio modo di vedere devono essere tutte le componenti politiche a prendere posizione sul punto – ha aggiunto- chiedo al consiglio di dire se appoggia la posizione del sindaco o ha un’idea diversa, decidendo magari che si può aprire uno Sprar ad Augusta e dare lavoro. Se da una parte c’è il rischio di avere uno Sprar, dall’altro c’è anche il rischio di avere dei centri di prima accoglienza di autorizzazione regionale, su cui il Comune non può influire come dimostra l’apertura del centro per 60 minori e l’ altro per minori affidati dal tribunale. Il Consiglio deve sapere che, se si continua a dire no all’obbligo dello Sprar e la prefettura si trova necessitata a trovare dei posti per minori, ci si potrebbe trovare con altri centri di accoglienza straordinari, i cosiddetti Cas, di autorizzazione prefettizia e anche li il sindaco smetterebbe di avere voce in capitolo”.
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