Augusta, sospeso il nuovo accordo di lavoro dentro la casa di reclusione. Spaccati i sindacati

I segretari di Uspp, Sippe, Fns Cisl e Cnpp che avevano lanciato una petizione contro esultano, il Sappe invece chiede quali siano le criticità, la Uil Pa scrive al dirigente generale delle carceri siciliane

Sospeso alla casa di reclusione di Augusta il Pil, Protocollo d’intesa locale per l’organizzazione del lavoro sottoscritto, nei giorni scorsi dalla maggior parte delle sigle sindacali, tra cui il Sappe che chiede adesso conto alla direzione di questa decisione, la Uil che scrive alla dirigente regionale delle carceri, mentre gli altri sindacati che avevano minacciato esposti in procura esultano.

A comunicare in una circolare la sospensione del precedente accordo con effetto immediato (da martedi’) e fino “al cessare dell’emergenza in atto cui seguirà confronto con le organizzazioni sindacali” è stato il direttore dell’’istituto di pena Angela Lantieri “alla luce della situazione emergenziale in atto, che impone per il periodo in corso l’adozione di ogni cautela di salvaguardia dell’istituto e dell’interesse superiore dell’amministrazione, tenuto conto delle gravi criticità emerse in sede di applicazione del Pil” provocando, da un lato, la soddisfazione di Michele Pedone (Uspp), Sebastiano Bongiovanni (Sippe), Angelo Scarso (Fns Cisl) e Massimiliano Di Carlo (Cnpp) che aveva anche lanciato una petizione online contro quell’accordo da loro non sottoscritto.

Passata l’emozione e la stanchezza di una costante e significativa azione sindacale volta, esclusivamente, a migliorare il benessere del personale – dicono i 4 – ringraziamo tutti coloro, tanti invero, che hanno sostenuto la nostra petizione che, in 36 ore circa, è stata “condivisa” dal 50%+1 (e oltre) degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria in servizio nella casa di reclusione di Augusta. Ringraziamo, in particolar modo, coloro che ci hanno dato fiducia sin dall’inizio della nostra lotta sindacale, ma anche quelli che, con grande senso civico, hanno esercitato il loro diritto di voto dando la preferenza ad altre proposte e/o azioni sindacali, dagli stessi (e da nessun altro) ritenute valide per il nostro contesto lavorativo. Ribadiamo – concludono-  il ringraziamento a tutti i nostri sostenitori per non aver mai mollato e per aver sempre creduto nelle organizzazioni sindacali senza chiedere nulla in cambio ma solo perché credevano in un cambiamento”

Di diverso avviso, invece, il segretario regionale del Sappe Calogerao Cavarra che ricorda che con una nota del 7 aprile lo stesso sindacato, insieme ad Osapp e Uil Pa, aveva sottolineato come ci fosse il tentativo da parte di alcuni “che con la vecchia organizzazione riservavano probabilmente delle posizioni di agiatezza” di non fare decollare la nuova organizzazione del lavoro concordata e condivisa con Sappe, Osapp, Uil e Cgil. “Spiace apprendere che l’ autorità dirigente –scrive Navarra- forse impaurita da proclami tramite social da parte della minoranza delle organizzazioni sindacali locale di denunce penali alla Procura della Repubblica qualora il Pil continuasse ad essere attuato con nota del 14 aprile indirizzata al Provveditorato regionale di Palermo sospende l’attuazione. Si chiede di conoscere quali siano le criticità che hanno indotto alla sospensione del Pil. La richiesta è necessaria per verificare e valutare la difficoltà esecutiva e soprattutto determinare la tempistica sull’ attuazione del Pil per il prossimo futuro”.

Il sindacalista chiede, inoltre, quali regole verranno adottate nel frattempo e a quali accordi l’ autorità dirigente farà riferimento per l’organizzazione del lavoro che intende attuare. “Considerato che si è venuti a conoscenza che –prosegue la nota- la direttrice sta ripristinando gli esoneri all’espletamento di servizi da parte di taluni appartenenti al corpo della polizia penitenziaria, visto che la minoranza delle organizzazioni in sede locale ha decantato il fatto che nel caso di attivazione del Pil si sarebbero rivolte alla Procura della Repubblica di Siracusa si invita il dirigente generale di investire quella Autorità giudiziaria al fine di avere chiarezza sul caso esoneri, problematica della quale il dirigente generale risulterebbe a conoscenza. Tale invito viene motivato dal fatto che il fenomeno esoneri da servizi (alla casa di reclusione di Augusta erano un numero alquanto elevato, 47 circa) implicherebbe sulla sicurezza dell’ istituto penitenziario e contestualmente sull’ordine pubblico. Si ribadisce la richiesta di sapere dettagliatamente le criticità rappresentate dalla direzione”.

Ancora più duro è il commento del segretario generale della Uil Pa Polizia penitenziaria della Sicilia Gioacchino Veneziano che ha scritto al dirigente generale delle carceri siciliane Cinzia Calandrino chiedendo addirittura di “rimuovere immediatamente da ogni incarico la direttrice del carcere di Augusta a garanzia dei lavoratori e delle regole democratiche” inviando la lettera anche al capo del Dipartimento Francesco Basentini e al direttore del personale Massimo Parisi. “In oltre 30 anni di sindacato avevo visto di tutto– dichiara- ma spingersi a sfruttare una pandemia mortale e passate rivolte che non hanno visto interessato il carcere di Augusta è poco dignitoso da parte di chi gestisce un apparato di sicurezza dello stato che quando assunta ha promesso di essere fedele di osservare la costituzione e le leggi nell’interesse del pubblico”.

Il sindacalista della Uil parla di “scellerata idea, rispetto alla firma di una accordo sindacale che rimodulava una organizzazione del lavoro troppo imperniata a sostenere politiche gestionali obsolete, non omogenee, fermo restando che in quell’accordo sindacale si copiano gestioni diffuse in tutta la Sicilia che hanno dato eccellenti risultati per il bene di tutti i lavoratori, ma addirittura sono stati sottoscritti da sigle sindacali minoritarie (e anche non rappresentative) che oggi ad Augusta oggi contestano”- conclude


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