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Augusta, si dimette il consulente ambientale Francesco Ippedico

Si è dimesso ieri sera il consulente Francesco Ippedico, nominato appena un mese fa dal sindaco Giuseppe Di Mare

Si è dimesso ieri sera il consulente Francesco Ippedico, nominato appena un mese fa dal sindaco di Augusta Giuseppe Di Mare quale esperto a titolo gratuito in materia ambientale. Il professionista, al termine di un pomeriggio di passione fatto di telefonate e riscontri, ha scelto di fare un passo indietro.

Già assessore negli anni ’90 nella Giunta Gulino, avrebbe dovuto prestare la propria “collaborazione anche per attività extra istituzionale, ed eventualmente, anche a supporto degli stessi funzionari, per gli ambiti che esulano l’ordinaria amministrazione, al fine di supportare e coadiuvare il sindaco in materia ambientale”.

Tutto regolare, a maggior ragione parlando di titolo gratuito, ma la scelta non appariva tra le più opportune visto che proprio Francesco Ippedico, 78 anni, amministratore del laboratorio “Ippedico Francesco società srl”, lo scorso 11 settembre è stato condannato in primo grado alla pena di 10 mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta “Sepultura” dal gup del Tribunale di Palermo per non aver effettuato analisi sul Pcb (policlorobifenili).

Ippedico ha comunque deciso di presentare appello, ma sentito telefonicamente ha cercato di spiegare la propria posizione marginale nella vicenda e soprattutto la propria certezza di vincere il secondo grado: “ho fatto una sola analisi a una ditta di Augusta e a una di Floridia e sono imputato per reati ambientali – dice – analisi peraltro uguali a quelle poi effettuate dal consulente tecnico della Procura. Sono convinto di avere ragione in appello, così come avevo ragione sulla vicenda della Marina Militare. In ogni caso, per non mettere in difficoltà il sindaco, ho deciso di dimettermi”.

L’ex assessore all’Ambiente si riferisce all’indagine del 2014 nella vicenda “Ghost ship” in merito a una presunta truffa del gasolio alla base militare. Il proprio laboratorio chimico aveva effettuato esami per conto della Marina ma è stato prosciolto perché – come si legge tra le motivazioni con cui il gip di Roma Flavia Costantini aveva archiviato la sua posizione – il perito ha concluso che le firme apposte sulle analisi chimiche riportate nei rapporti di prova non sono riconducibili alla mano di Francesco Ippedico e le impressioni timbro presenti sulle stesse analisi sono frutto di contraffazione.

Ma se di quella vicenda il sindaco ne era a conoscenza, in questo caso il primo cittadino Di Mare afferma di non averne avuto contezza, fino a ieri. “Non lo sapevo – ammetteva ieri, anch’egli raggiunto telefonicamente – sia i carichi pendenti sia il casellario giudiziario erano puliti da nostri controlli effettuati il 2 dicembre ma sono sicuro della sensibilità del dottore, che saprà come comportarsi”. E alla fine ha deciso di presentare le proprie dimissioni.


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