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Augusta, “si” del Consiglio comunale alla riduzione della bolletta idrica per i residenti dell’Isola

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“Si” alla riduzione della bolletta idrica per i residenti dell’Isola, che dal 25 ottobre non possono usare l’acqua per fini potabili a causa di problemi al pozzo della villa e per il quale verrà fatto un intervento di incamiciatura preceduta dalla realizzazione, in due settimane, di una condotta alternativa con un pozzo privato.

E’ quanto prevede la mozione di indirizzo all’amministrazione comunale approvata, nei giorni scorsi, a palazzo San Biagio dai consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione (astenuto Giuseppe Schermi) e presentata dai consiglieri di Attivamente Biagio Tribulato ed Angelo Pasqua con l’obiettivo di dare un ristoro economico a quanti, tra residenti e commercianti, stanno spendendo soldi extra per fornitura di acqua sia con casse di bottiglie sia con autobotti private. La mozione prevedeva l’esenzione dal pagamento della tariffa, che è poi diventata riduzione in seguito ad un emendamento del Movimento 5 stelle, dovrebbe essere applicata nella bolletta del 2019 e al momento gli uffici stanno verificando come fare i conteggi e la percentuale applicabile, come ha detto in aula l’assessore ai Lavori pubblici Roberta Suppo.

Il testo della mozione è stato letto da Tribulato che ha sottolineato che la comunicazione dell’ ordinanza sindacale che, da fine ottobre vieta l’uso per fini potabili dell’acqua al centro storico, “non è arrivata in tutte le case” e che “non aver provveduto con un’autobotte a dare un ristoro ai residenti è una grande mancanza dell’amministrazione, la trovo una cosa da folli”.

“Non riesco a capire se noi come utenti siamo tutelati se andiamo al bar, l’acqua è in condizioni disastrose, se foste stati voi all’opposizione avreste fatto le barricate – ha aggiunto Pasqua- il disagio non è finito perchè ognuno di noi si deve andare a pulire il serbatoio dal fango che si è depositato”. L’ex vicesindaco Giuseppe Schermi ha ricordato che già l’anno scorso era stato convocato un consiglio comunale sul problema idrico su richiesta dei consigliere di minoranza. “Saremo pronti a chieder conto di ogni singolo giorno di ritardo rispetto agli impegni presi stasera, quello che si sbandiera oggi come programmazione era già stato richiesto dall’opposizione nella seduta del 21 maggio 2018, l’unica vera richiesta da fare è che quando il cittadino vi porterà le fatture dei maggiori costi e il danno voi vi impegnate a non creare contenzioso”

“Un impegno del genere non si può assumere in maniera generica”- ha replicato Lucia Cipriano, responsabile dell’Avvocature del Comune, il capogruppo 5 stelle Mauro Caruso, che ha parlato di “attacchi quotidiani per infangare l’amministrazione” e di toni alti ha sottolineato che “già gli uffici si erano attivati e che la stragrande maggioranza dei comuni del sud, escluso qualche caso ha il sistema idrico che non va, perchè c’è stata troppa noncuranza e non si è programmato bene tutti i lavori. Abbiamo dei colabrodo – ha affermato- e una corretta tubazione sarebbe un beneficio per i pozzi. Abbiamo avuto l’esperienza di Sai 8 e abbiamo visto com’è finita. La programmazione era stata già fatta, non dimentichiamo che siamo in dissesto e abbiamo gli occhi puntati”.

La sensazione del consigliere di opposizione Marco Niciforo è “come se il problema non fosse mai nato o appartiene a ragionamenti del pregresso. Il sindaco – ha affermato– sembra quasi un cittadino comune che passa o peggio ancora un consigliere dell’opposizione, ho capito chi comanda ma non chi amministra”. Poi ha ricordato che non si può parlare di pianificazione se l’incarico di affidamento del progettista per il pozzo è dell’ 8 maggio 2019, il progetto è stato integrato il 12 novembre poi finalmente approvato il 15 novembre, che già nel 2017 c’erano problemi anche se quella criticità non è stata la causa, “resta il fatto che era stata rilevata già perchè la relazione era del 2014 e chiedeva già allora di fare la manutenzione del pozzo che non è stata fatta”

Nicifo inoltre si è spinto a guardare oltre il problema immediato, perchè dalle analisi il parametro di sale disciolto nell’acqua, che “sale sempre di più ci dice che in futuro quel pozzo è destinato a non dare più acqua potabile per la città. Avete già pensato come fare? A dicembre ancora oggi ci sono i dipendenti che stanno litigando con la burocrazia per affidare i lavori, bastava dare un affidamenti diretto primo perchè siamo sotto la soglia dei 40 mila euro e due perchè c’è un’ emergenza sanitaria . E questo non è successo per colpa degli uffici e perchè non c’è stato un atto di un indirizzo della politica e tutti, per togliersi da ogni responsabilità hanno lasciato i cittadini per due mesi con l’acqua e fango”.

Ai vari interventi dei consiglieri hanno risposto sia l’assessore Suppo che il sindaco Cettina Di Pietro e il responsabile dell’ufficio tecnico Carmelo Bramato. Suppo ha ricordato che il bando per la progettazione “è di fine ottobre 2018 e il progetto è stato consegnato ad agosto 2019. Sui ritardi se lo faccia spiegare dall’ufficio– ha detto- fare una somma urgenza avrebbe rischiato di fare un lavoro di incamiciatura lasciando la città senz’acqua, non abbiamo ritenuto di farlo perchè avevamo i progetti e abbiamo avuto il tempo per fare la gara della condotta e per la manutenzione del pozzo che ci auguriamo avverrà nei tempi previsti. Negli anni scorsi abbiamo iniziato un’interlocuzione per capire se c’erano già dei pozzi autorizzati nel comune non sono andati a buon fine abbiamo redatto una convenzione con autorità portuale per fare un altro pozzo”.

Sempre incentrata sul tema dell’acqua è stata l’interrogazione “situazione acqua potabile nel centro storico” che ha aperto la seduta monotematica e presentata dal consigliere di Articolo Uno, Giancarlo Triberio secondo cui “c’è stata carenza di informazioni agli anziani e anche nella pubblicazione delle analisi che, alla data del tre dicembre, sul sito del Comune erano ferme al 7 novembre”. Per questo “sono stato costretto io stesso ad andare all’ufficio e farmele dare”. Ha chiesto, inoltre, conto della relazione del geologo e come mai questa relazione non “mi è stata consegnata visto che ho fatto accesso agli atti?. Oltre ad usare i canali telematici bisogna informare i cittadini anche tramite manifesti, come dice la Carta dei servizi approvata dalla commissione straordinaria. Dal 2009 il servizio è in gestione alla Sai 8, dal 2014 passa al Comune ma dal 2017 l’ Asp scrive e ricorda che c’è un problema alla camicia del pozzo”.

Il sindaco nel suo lungo intervento ha parlato di “anno zero” ammettendo che è “grave che nel 2019 ci possano essere ancora problemi così gravi nella gestione del servizio idrico che affondano radici in tempi lontani”. Ha ricordando che la Sai 8 “ha lasciato un colabrodo”, che quando si parla di rimborso si presuppone che si paghi qualcosa, “ma noi siamo fermi al 2017 come bollettazione. La manutenzione sarà fatto dopo dieci anni solo grazi alle entrate delle bollette, ma si deve fare i conti con un altissimo tasso di evasione, molto – ha proseguito- è stato fatto per questo ad Agnone Bagni. Stiamo facendo una fotografia di una situazione disastrosa, questo è quello che ereditiamo, altro che bacchetta magica, qua ci vorrebbe il regno delle fate. Le acque sono controllate le analisi vengono fatte sempre e sistematicamente pubblicate senza necessità che il consigliere andasse a compulsare una copia cartacea, c’è la massima trasparenza. La relazione geologica ancora non è stata protocollata, già rispettiamo la legge”.

Sui prossimi e attesi lavori ha reso noto che la giunta ha già approvato la delibera per il collegamento con il pozzo del privato e “abbiamo scoperto che nel 1989 era già stata fatta una condotta, evidentemente i problemi c’erano già allora. Il fatto che l’acqua non si è stabilizzata non mi ha consentito di revocare l’ordinanza, la determina di affidamento per la condotta di collegamento è pronta, – ha concluso- i lavori dureranno circa due settimane dall’inizio dell’affidamento e consentiranno di effettuare finalmente i lavori del pozzo. Sapevamo che c’era un problema ed era preventivato di interventi con le nostre economie. Non stiamo lavorando in emergenza si è verificato questo problema altrimenti non ci sarebbero stati i disagi e avremmo fatto lo stesso gli interventi”.