Augusta, si concludono le celebrazioni del patrono San Domenico, raffigurato in un’opera del maestro Golino

Domani il simulacro farà  ritorno  nella sua cappella, il pannello di cartapesta sarà portato nelle scuole

Si concludono domani, con la celebrazione della messa alle 19 dell’arciprete don Palmiro Prisutto e la successiva riposizione nella sua cappella del simulacro di San Domenico, le celebrazioni religiose in onore del patrono  che, quest’anno, per la prima volta e a causa del Covid 19, si sono svolte all’ interno e davanti la chiesa del centro storico non potendosi effettuare le processioni all’ esterno.

Intanto nei giorni scorsi un pannello che raffigura il santo è stato commissionato dal centro “Memorie – identità e tradizione” di Augusta, quale strumento di promozione del culto di San Domenico e secondo la tradizionale iconografia codificata per essere esposto in maniera itinerante nelle scuole e nei luoghi di culto. Si tratta di un’ opera di 50 x 70 realizzata con la tecnica della cartapesta dal maestro Tanino Golino, vice direttore del Museo civico di Canicattini Bagni che raffigura l’episodio che ha consacrato il patrocinio del santo sulla città di Augusta,  ovvero san Domenico che, sul suo cavallo bianco, brandisce la spada per difendere la città dagli invasori che vengono messi in fuga.

 “L’opera del maestro Golino vuole essere un racconto illustrato con l’uso della “materia” – spiega Giuseppe Carrabino, presidente della Società’ augustana di Storia patria- Si tratta in effetti della raffigurazione di una antica pergamena, con sigillo in ceralacca raffigurante l’aquila sveva, simbolo della città, che racconta il prodigio operato dal santo cavaliere. In questa pergamena che si dispiega c’è l’eterno dualismo del bene e del male e nelle acque agitate dalla storia appare il gran liberatore, che impugna sì la spada, simbolo della parola, e nel contempo la croce: in Cristo, Domenico ottiene la vittoria sul male, grazie anche alla fiducia del suo popolo, raffigurato dalle candele accese, simbolo di una comunità che prega, si affida e confida. Il libro aperto offre allo sguardo di chi osserva la pergamena una semplice parola che è il motto domenicano: Veritas. Al centro della croce la storicità di un racconto, espressa da una preziosa reliquia ex ossibus, dono di  fra Innocenzo Venchi  Postulatore generale dell’Ordine, spentosi proprio lo scorso febbraio, dopo lunga malattia, in piena pandemia”.


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