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Augusta, scaduto il termine per l’approvazione del consuntivo 2019: stabilizzazione dei precari ancora bloccata

È scaduto il termine del trenta giugno senza che sia stato ancora approvato il Bilancio consuntivo 2019, necessario per il prosieguo della procedura, attesa da oltre 20 anni

Stabilizzazione “bloccata” per gli 84 precari in forza al Comune considerato che è scaduto il termine del trenta giugno senza che sia stato ancora approvato il Bilancio consuntivo 2019, necessario per il prosieguo della procedura, attesa da oltre 20 anni.

A lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali di Peppe Di Mare (#Per Augusta), Biagio Tribulato e Angelo Pasqua (Attivamente) che ricordano come il 31 dicembre 2019 scorso “ci avevano chiamati di corsa proprio l’ultimo giorno dell’anno chiedendoci di rinunciare ai termini di deposito di 20 giorni di studio per l’approvazione del consuntivo 2018, strumento fondamentale e di controllo per i consiglieri comunali perché necessario per stabilizzare i precari del Comune – dice Di Mare, che è anche candidato a sindaco alle Amministrative del 4 ottobre – Feste, applausi, foto, dietro quella richiesta fatta ai consiglieri comunali di rinunciare a esercitare un diritto/dovere perché essenziale alla stabilizzazione del personale precario, telefonate e incontri anche con quegli uomini e quelle donne che le amministrazioni per anni hanno illuso e utilizzato”.

Oggi con questo ritardo nell’ulteriore passo della redazione del consuntivo 2019, che non è stato ancora neanche approvato dalla Giunta c’è “l’ennesima prova di un’amministrazione inadatta al ruolo– continua  l’esponente dell’opposizione- Adesso magari il 15 agosto, ci chiederanno di rinunciare al nostro compito di amministratori di controllare i bilanci del Comune, ci diranno di non fare alcun dibattito sul punto come il 31/12/2019, ci metteranno pressione e diranno che spetta ai consiglieri comunali a poche settimane dalla competizione elettorale e ripartiranno telefonate e incontri. Probabilmente l’obiettivo di qualcuno è fare la campagna elettorale sulla “pelle dei precari”, metodo già conosciuto di pressione elettorale, su questa vicenda informerò tutti gli organi deputati, arrivare a un mese dalle elezioni con questo stato delle cose manifesta la malafede di chi disperato spera e pensa di ottenere consenso gestendo il potere come nelle peggiori amministrazioni”.

“Dopo 6 mesi di nulla di fatto –aggiungono Tribulato e Pasqua – abbiamo chiesto cosa ancora occorresse a mezzo di una interrogazione consiliare che ancora oggi non è stata discussa. Chiediamo che, se la legge lo consente, si stabilizzi il personale precario dell’Ente da trent’anni perché ormai sono la linfa per far andare avanti la macchina amministrativa, che conta frequenti pensionamenti e carenze non indifferenti per la resa dei pubblici servizi. Ma che si smetta di girare la colpa: si tratta di seguire le procedure di stabilizzazione come stanno facendo tutti gli altri comuni, né più e né meno”. I due esponenti dell’opposizione dichiarano di aver più volte sollecitato l’ amministrazione e il segretario comunale a definire, una volta per tutte, questa vicenda importante in primis per i lavoratori e le famiglie coinvolte, ma anche per il mantenimento degli stessi uffici comunali, “ma ci sentiamo presi in giro anche noi che siamo stati invitati alla rinuncia di un diritto per la garanzia di posti di lavoro e di efficienza migliore della macchina amministrativa. Diteci cosa si vuole fare, ma creare ancora confusione intorno a 84 persone che vanno ad integrare i servizi erogati dal Comune se non addirittura ad espletarli in pieno è davvero fuori da ogni logica. Sappiamo che adesso la colpa non sarà di nessuno e si cercherà il colpevole, ma 84 persone e famiglie hanno bisogno di risposte: datele”.


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