Augusta, saline Regina, “ennesima” moria di pesci nell’area umida della Borgata

Le carcasse bianche contrastano visivamente con il tappeto verdastro di alghe

Da alcuni giorni galleggiano senza vita alle saline “Regina” del lungomare Rossini decine di pesci che riemergono sulla superficie. Le carcasse bianche contrastano visivamente con il tappeto verdastro di alghe che ha invaso soprattutto alcune aree delle saline, quelle più direttamente collegate con i canaloni al vicino mare del golo Xiphonio e la cui parziale ostruzione potrebbe aver favorito la mancanza di ossigeno nell’acqua che, insieme al fenomeno dell’eutrofizzazione e alla crescita delle alghe, avrebbe reso impossibile la normale vita per i pesci  che non riescono a respirare e muoiono.

Già sono arrivate delle segnalazioni ai vigili urbani, è l’ennesima moria di pesci che, puntualmente, quasi ad ogni inizio o fine d’estate, si  verifica nell’area umida della Borgata. E che fa il paio anche con la spazzatura che galleggia da sempre tra le acque salmastre, luogo preferito da centinaia di fenicotteri che vengono qui ogni anno a stazionare – ancora oggi si può notare  un gruppo-  e anche tra la zona  a verde a ridosso dove  i rifiuti vengono abbandonati da incivili in vari punti.

E mentre per le vicine saline di Priolo, riserva naturale orientata, ridotte in cenere da un grosso incendio l’anno scorso, si fa  quasi a gara  per ricostruirle quanto prima, alle “Regina” che, a dispetto del nome non hanno certo lo stesso trattamento, dichiarate Zsc, zona speciale di conservazione e Sic, sito di interesse comunitario non si riesce ancora ad attuare il progetto di riqualificazione, che prevederebbe anche un sistema di filtraggio dei canaloni, già inserito nell’ ambito del Piano di Risanamento ambientale e addirittura presentato pubblicamente nel 2012.

 

 

 


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