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Augusta, rissa tra detenuti alla casa di reclusione. E oggi astensione dalla mensa per il personale in servizio

A rimanere coinvolti sarebbero stati sette detenuti, un altro avrebbe tentato di incendiare la sua stanza detentiva

Una maxi rissa che ha coinvolto sette detenuti si è verificata ieri sera alla casa di reclusione di Augusta, dove nella stessa giornata un detenuto avrebbe anche tentato di incendiare la sua stanza detentiva. Lo denuncia Sebastiano Bongiovanni, dirigente nazionale del Sippe secondo cui “oramai questi fatti sono diventati di ordinaria amministrazione e nessuno si domanda il perché”- dice ricordando che l’istituto in contrada Bongiovanni è una casa di reclusione che dovrebbe avere un regime diverso da quello di una casa circondariale.

“Abbiamo sollecitato spesse volte un intervento dai nostri organi superiori ma – prosegue – come risposte abbiamo ricevuto solamente silenzi oppure mezze parole. Siamo molto preoccupati e ci auguriamo di non dover mai scrivere l’irreparabile. Vedere e sentire il grido d’aiuto e il disagio dei colleghi per lo stress ed i carichi di lavoro ci sentiamo impotenti. Anche perché se alla casa di reclusione di Augusta non si rispettano le più basilari norme di democrazia, difatti la direzione sta applicando una gestione del personale e di lavoro condiviso solamente da una sigla sindacale, i risultati non possono che esseri quelli sono davanti agli occhi di tutti”.

E intanto oggi 3 maggio, così come in programma, nessuno degli agenti di polizia penitenziaria in servizio durante  il turno mattutino né il personale civile ha pranzato alla mensa dell’istituto di pena, aderendo in maniera massiccia alla forma di protesta indetta dai sindacati Osapp, Uil Pa, Sinappe, Uspp, Fns- Cisl, Fsa- Cnpp, Cgil- Fp nelle scorse settimane.

In una nota inviata al provveditore regionale e alla direttrice dell’istituto di pena  che faceva seguito anche a quanto rappresentato già lo scorso 25 ottobre 2021, i sindacati avevano segnalato le problematiche nel servizio mensa, in particolare “la cattiva qualità dei pasti, soprattutto nel turno serale del servizio (cena), dove sembrerebbe ormai consuetudine distribuire pietanze confezionate sin dal mattino (pranzo)”, ma anche “una carenza quantitativa nel numero delle portate rispetto al fabbisogno giornaliero” e che, “nel turno serale, a prescindere dal numero di richieste sottoscritte quotidianamente dal personale, vi è la presenza di un solo addetto ricoprente mansioni di cuoco, lavapiatti e refezione nonché pulizia locali. Non da meno preoccupanti appaiono le considerazioni legate alla salubrità dei locali adibiti  alla conservazione- produzione- preparazione- consumazione di alimenti e all’accoglienza del personale”. 


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