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Augusta, ripristinare Medicina e Chirurgia al Muscatello. Operativi i nuovi locali di Ematoncologia

Il consigliere Di Mare manda un pec a tutti gli organi istituzionali e sanitari, l’amministrazione e gruppo consiliare 5 stelle pretendo risposte dalla Regione

Riportare l’offerta sanitaria completa all’ospedale Muscatello, “rivoluzionato” nelle scorse settimane dalla nascita dei due reparti Covid al posto di Medicina e  Chirurgia dove rimane sempre un unico ricoverato, mentre già da qualche giorno gli ambulatori dell’Ematoncologia stanno  funzionando  nei nuovi locali al primo piano dell’ex Pediatria, in quello  che sarà il futuro reparto per curare le malattie del sangue.

A tornare sul futuro del presidio sanitario cittadino è il consigliere comunale di #perAugusta Peppe Di Mare, che ieri ha inviato una Pec  a tutti gli organi istituzionali e sanitari chiedendo l’immediata riapertura dei due reparti essenziali per l’ospedale, ma anche  la conseguente ricollocazione di tutti i servizi spostati in altri locali ed la fondamentale riattivazione di tutti gli ambulatori territoriali che completano l’offerta sanitaria alla cittadinanza. Anche perché’ “i dati dell’emergenza sanitaria che vediamo in Sicilia e nella nostra provincia – scrive- sono indicativi di un calo evidente del diffondersi del virus, e mantenendo alta l’attenzione bisogna ridare il corretto funzionamento al nostro nosocomio. Nessuno pensi che Augusta ancora una volta possa rimanere indietro”.

Di Mare si unisce al coro di quanti si dicono  preoccupati perché’  l’Asp di Siracusa nei giorni scorsi ha annunciato il “ritorno alla normalità” per l’ospedale di Siracusa con la programmazione della riattivazione dei servizi ospedalieri sospesi senza fare alcun riferimento invece al nosocomio cittadino  dove, oltre  al Covid 2 (Medicina) senza ricoveri e il Covid 1  (Chirurgia), con un solo paziente vi sono  servizi territoriali “fermi perché diversi spazi sono stati ceduti per altre attività legate all’emergenza”.

Non è questo il caso dell’Ematoncologia che dopo essere stato “sfrattato” nella nuova ala dopo  la liberazione del primo piano, impegnato in un primo momento in Covid center, si è trasferito da qualche giorno e per la prima volta nei locali più ampi e più idonei, che erano già allestiti e pronti per l’inaugurazione prima che scoppiasse la pandemia. E per questo erano rimasti chiusi.  Oggi possono contare su nuovi arredi e altri due ematologi arrivati con la mobilità regionale, nell’ attesa  che da  day hospital, com’ è adesso, l’ambulatorio possa trasformarsi in un reparto a tutti gli  effetti  e vengano attivati i 10 posti letto previsti dalla rete sanitaria regionale. Magari insieme all’Oncologia, altro ambulatorio  che attende da circa un decennio di concretizzarsi in quel reparto rimasto ancora solo sulla carta.

E’ lo stesso auspicio che, in un lungo post su Facebook, arriva dall’ amministrazione di Pietro e dal gruppo consiliare, che adesso “fa la voce grossa” contro la Regione  pretendendo “da subito risposte chiare e pubbliche, senza se e senza ma,  date ben definite del ripristino dei reparti e dei servizi sospesi e le modalità con cui esso avverrà. I rumors provenienti da Palermo ci raccontano che, – si legge-  tramontata l’ipotesi di Covid hospital a Noto, il punto riferimento per tutto il territorio di Siracusa sarà l’Umberto I di Siracusa. Sempre queste voci informali parlano di un ripristino nel breve periodo per i reparti di Chirurgia e Medicina ad Augusta. Tuttavia, ripetiamo, nessuna conferma ufficiale e noi ci aspettiamo che le conferme arrivino presto, in maniera chiara e distinta, dall’assessorato regionale. Il dato certo è che il Cov-Cen insediato nel Muscatello ha svolto la sua opera in maniera eccezionale. Questo lo si deve all’alta professionalità del personale che ha operato in esso, tutti professionisti provenienti dal nostra Nosocomio. Ora è giusto che questi bravi medici e infermieri tornino a prestare la loro opera alla cura di tutti i malati che sono costretti a ricorrere ai servizi ospedalieri”.

E poi arriva l’ appello all’Asp perché “non si cada più nell’errore di non informare tempestivamente le amministrazioni e le popolazioni sui dati dell’epidemia. È giusto sapere ed è giusto che eventuali riorganizzazioni della rete ospedaliera siano prontamente portate all’attenzione dell’opinione pubblica a cui ne va spiegata la ratio”. Ma anche il monito: “Altrettanto chiaramente vogliamo dire che, se dovesse esistere una manovra per penalizzare il nostro ospedale approfittando del Covid, la nostra risposta sarà la mobilitazione ed è quella che chiederemo a tutti gli augustani”- conclude la nota

 


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