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Augusta, rimozione di don Prisutto, che non si dimette: solidarietà in piazza di amici e parrocchiani

Ieri scadeva il termine per le dimissioni, l’arciprete potrà avere accesso  agli atti fino al 24 luglio e poi entro il 31 luglio presentare ricorso

Non  si è dimesso da arciprete della chiesa Madre, ma ha richiesto l’accesso agli atti e avrà quattro giorni di tempo – a partire di ieri – per poter prendere visione della documentazione che lo riguarda relativa alla richiesta di dimissioni da arciprete della Chiesa Madre don Palmiro Prisutto, che si opporrà alla richiesta di rimozione arrivata dall’arcivescovo di Siracusa monsignor Francesco Lomanto con due precedenti lettere.  Entro il 31 luglio dovrà presentare una memoria-ricorso che sta predisponendo con il suo avvocato, dopodiché il vescovo si riserverà di assumere le sue decisioni e  firmare – se non dovesse cambiare idea- il decreto di rimozione  da arciprete.

In quel caso si aprirebbe il processo canonico per affrontare tutta la vicenda secondo il diritto canonico e in chiesa Madre verrebbe comunque nominato un amministratore parrocchiale durante tutto l’iter del processo. Questo è quello che si prospetta  nella vicenda legata alla rimozione dal suo incarico del parroco della Madrice a cui per due volte è arrivata un’ammonizione vescovile a rimettere il suo incarico.

Don Prisutto intanto ieri sera intanto ha “incassato” la solidarietà di amici e parrocchiani che, a partire dalle 19,  si sono ritrovati davanti al sagrato della Madrice dove, anche sotto lo sguardo delle forze dell’ordine, è proseguita senza problemi anche la raccolta firme a suo sostegno, mentre dentro la chiesa  stava celebrando la messa.

“Vogliamo far sentire la nostra vicinanza a don Palmiro, non abbiamo nulla da protestare ma siamo per la verità dei fatti.  Si sta improntando tutto su una questione di obbedienza ma dietro l’obbedienza c’è anche qualcosa che va oltre. La chiesa ci insegna di essere nella verità”-  ha detto Giulio Morello, governatore della confraternita di sant’Andrea che si chiede perché la Curia di Siracusa non abbia sentito anche le altre 4 confraternite di Augusta  che nulla hanno contro l’arciprete.

Una vicenda che crea “sconcerto e amarezza” in tutta la comunità augustana per Michele Accolla, dirigente del quarto istituto comprensivo Costa, che ieri sera era in piazza per portare la sua solidarietà all’amico parroco “la cui passione civile è un patrimonio della comunità, della chiesa locale e non solo, ma anche di chi la pensa diversamente. Perdere la presenza di don Palmiro ad Augusta  sarebbe l’ennesimo impoverimento per una città e comunità della chiesa locale che già di ferite ne ha avuto fin troppo” – ha commentato

“Sacerdote onesto, sempre disponibile verso i fedeli e anche con chi non è credente, sempre dalla parte delle persone che hanno bisogno, un vero pastore. Non vedo il motivo delle dimissioni perchè ha sempre dato il massimo come sacerdote e anche per impegno civile”- ha commentato Ornella Spina, parrocchiana e docente augustana

“Auspico che questo grave scandalo venga risolto al più presto, ci sia una riconciliazione, si facciano passi in avanti, si arrivi a un incontro e si chiariscano le cose perché padre Palmiro deve restare in questa città. Le sua battaglie sono importanti, non bisogna lasciare macerie ma ricostruire, ci si tenda la mano e si risolva questa situazione”- ha concluso, Enzo Parisi esponente di Legambiente e amico di vecchia data di don Prisutto.


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