Augusta si prepara a commemorare il 333° anniversario del terremoto del 1693, uno degli eventi sismici più devastanti della storia del Mediterraneo, che colpì duramente la Sicilia sud-orientale e segnò in modo irreversibile il destino urbano, sociale e architettonico della città.
Il sisma dell’11 gennaio 1693 rase al suolo interi centri abitati e causò decine di migliaia di vittime. Anche Augusta fu profondamente ferita, ma da quella tragedia prese avvio una fase di ricostruzione che ne ridisegnò l’identità: nuovi assetti urbanistici, chiese, conventi e palazzi che ancora oggi raccontano una storia di resistenza e rinascita.
Per ricordare quel passaggio cruciale, la città propone un articolato programma di iniziative culturali e religiose, promosso dalla Società Augustana di Storia Patria, che intreccia memoria storica, narrazione artistica e spiritualità.
Si comincia domani 9 gennaio 2026 alle 17, con un appuntamento online sui canali di Web Marte: “Augusta nel terremoto del 1693: diario di una monaca benedettina”, una lettura teatralizzata curata da Davide Sbrogiò, che restituisce la tragedia attraverso una voce intima e femminile, capace di raccontare la paura, la fede e la quotidianità spezzata dal sisma.
Sabato 10 gennaio alle 19.30, nella chiesa di San Domenico, spazio alla musica e alla tradizione orale con “Dies irae – La cantata di li rujni”. Il concerto di Carlo Muratori rievoca il terremoto del 1693 e altre grandi catastrofi attraverso i racconti dei cuntastorie dell’epoca, in un intreccio di memoria popolare, musica e parole che restituisce il sentimento collettivo di quei giorni.
Il momento più solenne è previsto domenica 11 gennaio. Alle ore 15.00 il suono a distesa delle campane segnerà simbolicamente l’orario del sisma del 1693, fermando il tempo e richiamando la città al ricordo. In serata, alle ore 18.30, nella Chiesa Madre, si terrà la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da don Alfio Scapellato, con l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la benedizione eucaristica. La liturgia sarà animata dalla Corale Polifonica Tubilaeum – Città di Augusta, diretta dal Maestro Luigi Trigilio. Alla celebrazione prenderanno parte anche le autorità civili e militari. Al termine è prevista la scopertura di un’epigrafe commemorativa.
Tre giorni che non sono solo un omaggio al passato, ma un invito a rileggere la storia come fondamento dell’identità collettiva. Per Augusta, il terremoto del 1693 non è soltanto una ferita: è l’inizio di una rinascita che ancora oggi definisce il volto e l’anima della città.
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