“Fin dall’inizio di questo travagliato anno, a seguito della legge finanziaria nazionale con la quale si statuiva la possibilità per i Comuni in dissesto di prorogare il personale precario con oneri totalmente a carico della Regione, ho sostenuto che difficilmente la regione avrebbe elargito l’intero contributo di circa 1 milione 900 mila euro necessario per pagare tutto il personale precario con lo stesso monte ore del 2013. In questa mia affermazione , come una “Cassandra”, non sono stata, ahimè, ascoltata nè dai sindacati nè dal personale precario“. Lo ricorda il sindaco di Augusta Maria Concetta Di Pietro che nei mesi successivi a queste dichiarazioni, a causa della costante incertezza sulle somme che la Regione avrebbe assegnato al Comune megarese per le proroghe del personale a tempo determinato, è stata costretta, insieme alla sua giunta, a prendere gravose decisioni relative all’orario di lavoro che, prima di tutto, hanno toccato i lavoratori e in generale la funzionalità dell’Ente.
“Nel medesimo periodo – riprende -, sono stata oggetto delle più feroci critiche da parte di chi dichiarava che i soldi la Regione li avrebbe messi tutti e che io mi stavo divertendo a torturare i precari, arrivando a garantire, durante una seduta consiliare, che Augusta avrebbe ricevuto anche un incremento del contributo per i Comuni in dissesto che dai 474mila euro dell’anno 2015, sarebbe stato aumentato fino a 604mila euro“.
Solo a circa tre mesi dalla fine dell’anno la Regione, con decreto del 6 settembre scorso, ha indicato con esattezza le somme che ha assegnato al comune di Augusta, ovvero 1 milione 594 mila 27 euro, cifra ben lontana dai quasi 2milioni “promessi da “qualcuno”, con un contributo per il dissesto di 514 mila 224,78 euro, superiore a quello dell’anno precedente, ma di gran lunga inferiore a quello promesso sempre da “qualcuno” di 600mila euro (Leggi Qui) – continua Di Pietro -. I lavoratori sono stati vessati non certo da me, ma dai ritardi e dalle logiche della Regione che solo adesso ci pone un limite massimo di contribuzione per i lavoratori pari a 24 ore. Troppo facile, per chi è perennemente in campagna elettorale , venire ad Augusta e sparare numeri, per poi nascondersi, quando questi numeri non ci sono, dietro false informazioni che non solo continuano a gettare fumo negli occhi dei lavoratori ma servono a screditare questa amministrazione addossando responsabilità che non ha, senza neanche il pudore di mentire. Lo stesso dicasi per alcune organizzazioni sindacali alle quali non sono bastati i chiarimenti in sede di procedura di raffreddamento in Prefettura e al Consiglio comunale, poiché continuano a ripetere, come un mantra, che il Comune può usare le somme residue dello scorso anno non spese (Leggi Qui)”.
Adesso c’è un dato che è insuperabile, ovvero quello normativo della legge regionale n. 3 del 17/03/16, che all’art. 27, comma 7 prescrive che: in sede di riparto del fondo per i Comuni in dissesto, detti trasferimenti sono decurtati delle somme trasferite nell’anno precedente che siano eventualmente risultate in misura superiore rispetto all’effettiva spesa sostenuta nel medesimo anno per il personale precario. La relativa quota risultante in misura superiore non deve, pertanto, essere restituita . Il Comune ha speso le somme per l’anno 2015 , ma anche qualora fosse rimasta una somma residua, la stessa non andava restituita ma sarebbe stata decurtata quest’anno. “Allora – conclude il sindaco -, invito tutti gli interlocutori a maggior senso di responsabilità. Questi lavoratori hanno diritto a chiarezza e verità e non a illusioni alimentate solo per attaccare questa amministrazione o, peggio, addossarle responsabilità che non ha. Infine, per chiarezza, questa amministrazione, per il tramite del competente primo settore, chiederà l’assegnazione della somma residua di 96 mila 564,89 euro, che potrebbe consentire, con 23 ore per tutti, di traguardare il 31 dicembre. Infatti, nel citato decreto la Regione ha indicato quale somma massima erogabile al comune di Augusta quella di 1 milione 690 mila 592,41 euro, senza tuttavia, per carenza di risorse regionali, assegnarla per intero. Questa amministrazione avrebbe voluto effettuare diversa rimodulazione delle ore per la proroga a partire da ottobre; ciò, per consentire di arrivare alla fine dell’anno senza ulteriori riduzioni ma semmai aumenti di ore in caso di elargizione della somma residua. Se detta somma non dovesse essere assegnata, infatti, saremo costretti a una ennesima rivisitazione dell’orario al ribasso, con le devastanti conseguenze in termini di mancati servizi ai cittadini ed eccessivo depauperamento dello stipendio del personale precario. Il mio invito è quello di rivedere questa posizione richiesta in modo compatto e, in ogni caso, di cominciare a lavorare, nelle dovute sedi, a tutela dei lavoratori, per capire lo scenario che si profilerà a partire dal 2017“.
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