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Augusta, pozzo alla villa: criticità, ritardi nei lavori e prospettive di avvio nelle comunicazioni al Consiglio comunale

Se n’è parlato durante l’ultima seduta, ma l’opposizione che aveva richiesto un Consiglio monotematico ha disertato l’aula tranne che Mangano e Contento

I lavori al pozzo questa mattina

Realizzare un pozzo è andare contro la natura e possono sorgere tanti problemi imprevisti, cosi come è successo per il nuovo pozzo della villa dove si continua a lavorare per cercare di superare le tante criticità emerse e oggi pomeriggio si provvederà a inserire il tubo filtro che dovrebbe consentire, nei prossimi giorni, di ripartire con il pompaggio, per procedere poi con le analisi dell’acqua  e il definitivo avvio del pozzo. Questo quanto emerso l’altro ieri pomeriggio, al Consiglio comunale di palazzo San Biagio, durante le comunicazioni tecniche sui ritardi nei lavori del nuovo pozzo della villa comunale, iniziati  a gennaio e ancora non conclusi e realizzati da aziende della zona industriale e del territorio.

A spiegare lo stato dell’arte sono stati principalmente i tecnici, a partire dal responsabile dei Lavori pubblici Carmelo Bramato Bramato che tra i problemi emersi ha inserito anche la pandemia del covid che ha “ritardato l’approvvigionamento dei materiali e per la pompa che, di solito arriva, in una settimana si è dovuto aspettare circa un mese e mezzo. Dopo l’avvio del pozzo si è notato che –ha detto- il pozzo non riusciva a tirare acqua  cristallina e si è deciso con la ditta di estrarre la pompa e verificare quale fosse il motivo. Tra il primo tratto e il secondo si è formata una leggerissima inclinazione di pochi centesimi di grado e un solco di sette centimetri,   una cosa imprevedibile che non ha permesso di sigillare la camicia e la ditta ha posto rimedio realizzando un tubo filtro a cui in questi giorni sta lavorando. Nessuno ha abbandonato i lavori, sono tutti li che stanno lavorando per risolvere i problemi, ma attraversare 220 metri di argilla è particolarmente difficile”. In programma c’è anche la prossima sistemazione del vecchio pozzo in modo da averne  due pozzo  funzionanti che potranno  lavorare in  alternativa nel caso del guasto di uno in modo da risolvere  il problema al centro storico.

Gianfranco Passanisi, direttore dei lavori del pozzo ha spiegato che “realizzare un pozzo significa lottare contro la natura. Abbiamo avuto frane a 60 metri, a 120, a 130, a 140 – ha precisato- nel progetto c’erano due camicie adesso ce ne sono tre perché solo mettendo camicie  a bicchiere siamo riusciti a  scendere e fare il foro. Il pozzo è localizzato nei pressi della villa dove a 30 metri c’è sempre un pozzo comunale, franato dopo un anno che è stato realizzato. Anche se capisco perchè è stato realizzato il nuovo pozzo in quel posto, per la praticità tecnica di collegamento immediato alla rete idrica è anche vero che quella localizzazione non era la scelta più auspicabile e felice ma purtroppo  è  stata una scelta obbligata. Quello che adesso stiamo cercando  di fare è l’azione che avviene quando si beve dal bicchiere con la cannuccia, invece di prendere l’acqua dalla parte superiore la stiamo prendendo dal fondo”.

Il geologo Domenico La Ferla, ha parlato di un recente errore di manovra di un operatore che ha reso necessaria l’estrazione di nuovo del tubo filtro già calato che oggi pomeriggio si sta reimmettendo. “Una volta montato dall’alto si  tapperà il tubo e si metterà dentro della  ghiaia per la quantità che serve. Poi  si stabilizzerà, si metterà del cemento negli ultimi due metri per la sigillatura e si alzerà tutto. Ritengo  che nell’arco di una settimana  dovremmo aver il pozzo a regime anche con la pompa, anche se sembra  che questo pozzo sia un po’ stregato” – ha concluso.

In chiusura di seduta il sindaco ha detto che si aspettava un ‘aula più piena, “vuol dire che qualcuno ascolterà le mie riflessioni dietro un pc”, riferendosi neanche troppo velatamente all’opposizione che aveva fatto richiesta di un Consiglio comunale ad hoc sui ritardi del pozzo e non si è presentata in aula se non fosse per i consiglieri Manuel Mangano e Milena Contento che hanno posto domande ai presenti, sostenendo che la crisi idrica c’è stata in questi mesi e stigmatizzando soprattutto  il fatto che l’amministrazione non abbia  fatto ricorso ad autobotti gratuite per i cittadini, che durante l’estate hanno avuto acqua sporca in casa e sono stati costretti a pagare, invece, di tasca propria 120 euro ad autobotte.

“Da sindaco ritengo di non aver fatto più di un errore cioè – ha precisato Di Mare – che ho detto i tempi perché la politica appena insediata ha fatto risparmiare alle casse del Comune 600 mila euro che saranno reinvestite”. Poi ha spiegato che quando si è insediato c’era un progetto pronto esecutivo per il nuovo pozzo, redatto dalla passata amministrazione a 5 stelle, e dinanzi a  qualche perplessità se realizzarlo li o da un’altra parte  si è preferito optare per quel pozzo lì, perché altrimenti avrebbe significato perdere altro tempo per fare un altro progetto. “Leggere che c’era una crisi  che dura da anni in quelle note sottoscritte da chi ha avuto ruoli in passato in questa crisi idrica mi è sembrato buffo– ha aggiunto- Quindi abbiamo perseverato su questo progetto perché dobbiamo risolvere immediatamente la problematica,  la politica  a questo punto ha finito le sue scelte e si è affidato ai tecnici e  la scelta della ditta è stata effettuata dalle società della zona industriale che io ringrazio per questa vicinanza nella risoluzione di questo problema, che non significa come dice qualche sciacallo che abbiamo barattato. Questa amministrazione busserà costantemente alla zona industriale perché quello che ci deve essere dato ci deve essere dato, ma non significa che  nessuno abbassa la guardia sulla qualità della vita di questo territorio”.

Il primo cittadino ha poi aggiunto che presto la Sonatrach, che ha realizzato insieme alla Sasol i lavori di perforazione, scavo e incamiciatura per il nuovo pozzo cederà al Comune uno dei pozzi con una consistente quantità di acqua e che per il sistema idrico in generale non esistono progetti se non quello, che risale agli anni ’90, su nuovi pozzi di riserva per il quale l’ amministrazione ha chiesto il finanziamento con il Pnrr per 8 milioni di euro su n totale di 44 milioni di euro richiesti per progetti nel piano di resilienza.

Durante la seduta è stata anche approvata la  richiesta di attribuzione del titolo di “città” al Comune di Augusta la cui procedura è stata avviata dall’amministrazione comunale  come “prestigioso riconoscimento dell’importanza che Augusta ha raggiunto per la valenza della sua storia, della sua cultura e delle sue tradizioni civili e religiose” e ritenendo che ricorrono i presupposti previsti dall’articolo 18 del decreto legislativo 18 agosto 2000,  267 per inoltrare al presidente della Repubblica domanda di riconoscimento. Approvato, infine, dalla sola maggioranza (astenuti Mariangela Birritteri, Mangano e Contento) anche   lo schema di convenzione per la gestione in forma associata dei servizi e degli interventi sociali e socio sanitari, distrettuali tra i comuni del distretto socio-sanitario 47, legge 328 2000 piano di zona 2021.


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