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Augusta, positivi alla casa di reclusione: il Sippe chiede tamponi per tutti

Il dirigente nazionale Bongiovanni solleva la questione  anche del green pass chiesto solo ai familiari in visita ma non agli avvocati e ai detenuti

Effettuare tamponi anticovid per tutto il personale di Polizia penitenziaria e personale civile interno della casa di reclusione di Augusta, a tutela dell’ordine pubblico  e della salute pubblica. Lo chiede al Provveditore regionale il Sippe che si dice seriamente preoccupato, alla luce dei tanti positivi, almeno  una ventina, tra agenti di polizia penitenziaria e detenuti risultati positivi al Covid dentro l’istituto di pena dove “in assenza di provvedimenti si rischia il collasso”. E aggiungendo che  in assenza di adeguati riscontri “saremo costretti, nostro malgrado, a doverci rivolgere alle competenti autorità”- scrive Nello Bongiovanni, dirigente nazionale del sindacato che non dimentica i problemi atavici come il sovraffollamento e l’esiguità di personale di polizia penitenziaria che già da tempo di registrano dentro il carcere dove il  green pass viene chiesto ai familiari in visita, ma non ai detenuti.

“Come se solo i visitatori potessero contagiare e contagiarsi. –prosegue Bongiovanni- Sotto la lente il fatto che il green pass rafforzato sia obbligatorio dal 15 dicembre 2021 per la polizia penitenziaria, ma non venga chiesto a chi è ristretto in carcere. Dal 20 gennaio per i colloqui in presenza con i detenuti  è richiesto il green pass di base all’interno degli istituti penitenziari per adulti e minori. Inoltre, gli avvocati, che non vengono citati come obbligati al pass per l’accesso alle carceri nel nuovo decreto, che obbliga invece al green pass nei tribunali dal 1° febbraio (rafforzato se over 50)”.


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