Augusta, più tutele per i disabili: la First avanza proposte al Governo e alla Regione

La Federazione italiana rete sostegno e  tutela, di cui è garante l’augustano Amenta ha redatto un documento con il contributo delle associazioni Odv nessuno escluso e Comitato famiglie disabili lombarde

Più attenzione e tutele al mondo della disabilità che ha vissuto, forse anche con più difficoltà di chiunque altro, le limitazioni imposte dal Governo per evitare il contagio del Covid 19.  Le chiede la First, la federazione italiana rete, sostegno e  tutela che ha inviato al Governo nazionale e alla Regione   una serie di proposte di modifica all’ ultimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile sulle misure di allentamento del lockdown,  per migliorare l’attuale condizione di vita delle persone con disabilità gravi e  gravissime e delle famiglie già duramente colpite tutela e che necessitano di tutele e salvaguardia maggiori e più specifiche

Della First è  garante nazionale l’augustano  Sebastiano Amenta, – nonchè vice presidente dell’ associazione 20 novembre 1989 che segue tantissime  famiglie con disabili- che ha partecipato alla stesura del documento  redatto con il contributo delle associazioni – Odv nessuno escluso e Comitato famiglie disabili lombarde.  Le richieste partono dalla necessita di predisporre, in ogni regione, gruppi di lavoro o task force che comprendano anche rappresentanti delle persone con disabilità e delle famiglie,  di approntare un protocollo standard finalizzato alla prevenzione e protezione dei nuclei familiari che hanno persone con disabilità e per tutti gli operatori socio – sanitari che li assistono a domicilio.

Inoltre si chiede di predisporre una campagna capillare di tamponi, preventivi e periodici, e di test sierologici sia per le  persone con disabilità e le loro famiglie, che per gli operatori socio – assistenziali e socio – sanitari che svolgono le attività domiciliari nei diversi centri indicati dal decreto, fornendo agli operatori strumenti adeguati di protezione per garantire il massimo livello di sicurezza possibile per gli assistiti e per gli assistenti;

Il decreto, inoltre, ha previsto l’apertura dei centri per le attività sociali e socio – sanitarie erogati da strutture in regime autorizzatorio e/o in convenzione che per la First “va integrata con urgenza in favore anche dei tanti centri privati che erogano le medesime prestazioni, in quanto molte persone con disabilità, soprattutto minori, non svolgono le loro attività nei centri convenzionati perché si trovano ancora in lista di attesa e pertanto sono costretti a ricorrere ai centri privati pur di non lasciare i loro cari senza terapie o perché a volte i centri convenzionati non erogano tutti gli interventi adeguati e necessari alle persone rendendosi necessario rivolgersi ai centri e/o studi privati. La modifica –prosegue il testo- si rende necessaria in quanto molti minori, ma anche maggiorenni che hanno dovuto sospendere le loro indispensabili attività hanno subito regressioni psico – fisiche molto rilevanti, donde occorre dare loro immediato accesso ai trattamenti sospesi nella prima fase, il tutto ovviamente nelle condizioni di massima sicurezza e con l’uso di tutte le misure di protezione previsti anche per i centri convenzionati. Inoltre, è assolutamente necessario prevedere e garantire per tutte quelle persone che sono state ammessi nei  centri, che hanno sospeso i trattamenti nella prima fase, ma che tuttavia non si sentono di portare i propri cari nei predetti centri, la conservazione al diritto alla permanenza ai trattamenti del centro, senza cioè che l’assenza in questo periodo possa comportare qualsivoglia decadenza dal trattamento”.

Per quanto riguarda le mascherine chirurgiche,   il cui prezzo  è stato fissato dal Governo a 50 centesimi ciascuna, ritenuto che nella fase 2 ogni famiglia sarà costretta a munirsi di un numero elevato dei dispositivi di protezione  la First  chiede l’esenzione per tutte le famiglie che hanno una persona con disabilità a carico comprovabile da certificazione ex legge 104/1992 e stato di famiglia e/o altra documentazione idonea.

Inoltre per le misure economiche di sostegno alle famiglie che il governo si appresta a varare, la First  chiede un’ estensione dei permessi retribuiti ex art. 33 legge 104  a 12 giorni per ogni mese di maggio e giugno per un totale di 24 complessivi, essendo ritenuti insufficienti  i 18 giorni erogati per marzo e aprile,  un adeguato sostegno economico monetario alle famiglie con persone con disabilità grave non inferiore a 800 euro mensili e di un sostegno di 400  per chi si prende cura di una persona con disabilità meno grave: “le famiglie  spesso monoreddito, stanno vivendo una condizione di grandissima difficoltà finanziaria ed economica, di emarginazione sociale. Si tratta in larghissima parte di famiglie che vivono ordinariamente al di sotto della soglia minima vitale, che hanno visto aggravarsi la loro condizione di vita sia sotto il profilo psicologico, sia fisico, essendo state costrette a sobbarcarsi per intero, in assenza dei supporti e sostegni domiciliari e non, di tutte le attività di accudimento dei loro cari, con le molteplici conseguenze dovute alle specifiche disabilità connesse al familiare accudito”.

Infine per garantire anche  alle persone sorde, che solitamente leggono le labbra per capire e che adesso non potranno per l’ uso della mascherine, la possibilità di  affrontare una qualsiasi incombenza quotidiana, dall’andare a fare la spesa, in farmacia, alla posta, dal medico, con le forze dell’ordine, si  suggerisce di diramare un vademecum a tutti i responsabili in vari posti di lavoro a contatto con il pubblico, in modo che sappiano che cosa fare quando sono a contatto con una persona sorda.


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