Augusta, permanenza in casa “difficile” per bambini autistici e disabili mentali

Amenta chiede una piccola concessione delle uscite di casa, evitando assembramenti, per aiutare chi ha già un disagio psichico aggravato dall’emergenza

Dare un minimo di libertà in più, compatibilmente con le misure di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria, ai bambini autistici e con gravi disabilita’ mentali certificate. E’, in sostanza, la richiesta contenuta nella lettera indirizzata all’assessore regionale alla salute Ruggero Razza, da Seby Amenta, vice presidente nazionale dell’associazione 20 Novembre 1989 onlus, che si occupa di tutelare i diritti delle persone con disabilità che di certo, in questo momento di grande difficolta per tutti, stanno soffrendo pià degli altri.

In questo momento di emergenza sanitaria che sta colpendo l’intera nazione – scrive – mi premeva evidenziare un’altra emergenza che c’è in atto, ed è quella che stanno vivendo i bambini e tutti quei ragazzi e persone affette da autismo o patologie psichiche, il quale hanno visto stravolgere la loro vita e le loro abitudini rutinarie in modo drastico creando un disagio psicofisico nonché anche regressione della loro patologia per il non poter uscire di casa”.

Sono tante le famiglie “caregiver” che fanno parte dell’associazione, che si sono rivolte proprio ai sui componenti lanciando un grido d’aiuto , da qui la lettera di Amenta a Razza: “chiedo, qualora sia possibile e nel rispetto decreto del presidente del consiglio dei ministri emanato dal governo, – continua la missiva- di poter avere un po’ di tolleranza e avere gradi di libertà nella gestione quotidiana dei ragazzi certificati con legge 104/92, nel rispetto delle regole di sicurezza imposte dalla attuale situazione e naturalmente senza abusarne. E magari poter fa si che il caregiver family insieme al proprio bambino o ragazzo affetto da patologia certificata abbia un minimo di mobilità fuori casa, senza creare assembramenti”.


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